Consueto aggiornamento del venerdì che esce più o meno in parallelo con il rapporto settimanale sullo stato della pandemia in Italia rilasciato dal Ministero della Salute.
Il quadro complessivo ci conferma che il picco della seconda ondata è ormai passato ed anche sul fronte dei decessi probabilmente siamo arrivati al punto di massimo. Solo tra un mese circa potremo dire qualcosa di sensato sulla struttura complessiva del picco che ha caratterizzato la seconda ondata pandemica. Per il momento siamo in una situazione ancora critica sul fronte dei ricoveri ospedalieri. I dati - ancora largamente incompleti - sul numero di nuovi ricoveri in terapia intensiva parlano di oltre 200 nuovi ricoveri giornalieri, con numeri dell'occupazione dei posti letto in terapia intensiva ancora fortemente condizionati dai decessi.
Vediamo ora i dati la cui fonte è - come di consueto - la Protezione Civile Nazionale. Partiamo dai decessi Covid registrati in Italia:
Si vede che il numero di decessi è rimasto abbastanza stabile nel corso delle ultime due settimane, segno che il massimo della curva è stato sostanzialmente raggiunto. A livello regionale il Trentino si conferma come uno dei territori con la letalità più elevata:
Si possono nascondere sotto il tappeto un bel po' dei contagi e così si riesce a rimanere artificiosamente in "zona gialla", ma il prezzo da pagare - in termini di sofferenze e vite umane - è purtroppo ineludibile.
Vi mostro l'ottima corrispondenza della mia stima empirica (
anticipata in tempo reale) con il dato ufficiale 0,91 (95% IC: 0,79 - 1,08) rilasciato oggi dall'Istituto Superiore di Sanità per l'indice di trasmissione del contagio
R mediato sulle due settimane che terminavano lo scorso 25 novembre
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I punti rossi sono le stime ufficiali rilasciate dall'Istituto Superiore di Sanità. Il dato più recente è riferito allo scorso 25 novembre. I punti blu ed i valori numerici corrispondono alle stime del mio modellino empirico.
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Colgo l'occasione per rilasciare una prima proiezione per il prossimo 9 dicembre. La proiezione è ovviamente basata su un set di dati non completo e potrebbe variare ancora un po' tra oggi e mercoledì prossimo. Si nota un certo rallentamento nella discesa dell'indice di trasmissione del contagio che resta ancora decisamente troppo alto per poter sperare che il livello dei nuovi contagi si riduca fino a valori accettabili (ovvero gestibili tramite contact-tracing) prima delle feste natalizie.
Il dato dei contagi mostra il solito andamento con oscillazioni di periodo settimanale ed una generale tendenza a scendere. Parliamo comunque ancora di circa 20.000 nuovi contagi al giorno (ovvero 200.000 contatti stretti che dovrebbero essere tracciati ogni giorno!).
Sono passate circa tre settimane dalla metà del mese di novembre quando la Protezione Civile Nazionale ha registrato il picco dei contagi. Da allora il numero dei contagi si è circa dimezzato. Segno che la discesa non è così rapida come sarebbe auspicabile. L'effetto è ben noto ed è legato al comportamento sia dei singoli che delle Autorità. Quando la situazione sembra precipitare scatta la paura ed i comportamenti si fanno più prudenti. Appena si vede un segno di miglioramento, la voglia di buttarsi tutto alle spalle ha la prevalenza e parte - più o meno inconsapevole - il "liberi tutti". Il pericolo di trasformare il Natale in un nuovo (e ancora più pericoloso) Ferragosto è reale.
Da un paio di giorni, la Provincia Autonoma di Trento comunica i dati su tutti i contagi, non solo su quelli verificati con tampone molecolare. Due giorni sono troppo pochi per fare una qualche analisi. Oggi mi limito a notare che, durante gli ultimi due giorni, i tamponi molecolari positivi sono stati circa uguali ai tamponi antigenici positivi.
Vediamo ora il quadro europeo che è in sostanziale miglioramento. La situazione di Spagna, Belgio e Francia è molto meno grave rispetto a quella di un mese fa. Rimangono zone "molto scure" in Italia, Austria, Lussemburgo, Liechtenstein, Slovenia, Croazia, Portogallo, Polonia, Ungheria, Lituania e Svezia.
Finlandia, Norvegia, Islanda e Irlanda sono i Paesi dove sia i contagi che i decessi raggiungono i livelli più bassi.