Oggi, vigilia di Natale, l'Istituto Superiore di Sanità ha anticipato di un giorno la presentazione del rapporto settimanale sull'andamento della pandemia in Italia. All'interno del rapporto c'è la solita tabella sulla prevalenza del virus. Ve la mostro qui di seguito:
Il dato che ha attratto la mia attenzione è quello del numero dei casi registrati in Trentino durante la settimana che andava dal 14 al 20 dicembre. Si tratta dei casi comunicati al cosiddetto Sistema di Sorveglianza Integrata che è un canale ben distinto rispetto ai dati comunicati alla Protezione Civile nazionale (PCN). Ci possono essere degli sfasamenti temporali tra le due serie di dati anche se in una situazione come l'attuale, caratterizzata da un livello di nuovi contagi abbastanza stabile, non mi aspetto che ci siano delle differenze abissali.
Ho provato a vedere i dati comunicati da Trentino, Veneto ed Emilia-Romagna (le tre Regioni/PPAA che secondo il rapporto ISS presentavano la più alta circolazione del virus) confrontandoli con quelli della Protezione Civile Nazionale. Tenuto conto che la Protezione Civile Nazionale riporta i dati con un giorno di ritardo rispetto alla data in cui viene eseguito il test, ho considerato i dati dal 15 al 21 dicembre.
Ecco il risultato:
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Tabella ISS |
Dati PCN |
Dati veri |
| Trentino |
1.154 |
1.685 |
2.266 |
| Veneto |
24.362 |
26.036 |
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| Emilia-Romagna |
8.702 |
10.860 |
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Ricordo che i dati della Protezione Civile Nazionale possono essere leggermente diversi rispetto a quelli dell'Istituto Superiore di Sanità a causa degli sfasamenti temporali esistenti tra i due sistemi di raccolta dei dati. Vediamo che i dati ISS sono inferiori ai dati PCN, ma il Trentino è il territorio con la differenza percentuale decisamente più elevata (-31.5%).
Ricordo inoltre che la Protezione Civile Nazionale pubblica solo i dati relativi ai positivi molecolari, fatto che determina una forte distorsione dei dati per i territori, come il Trentino, che sottopongono sollecitamente a test molecolare di conferma solo una parte dei positivi antigenici (a novembre quasi nessuno veniva confermato). Durante il periodo considerato, il Trentino ha confermato con tampone molecolare meno di 1000 dei circa 1500 positivi trovati con tampone antigenico.
È molto significativo il fatto che, unico caso in Italia, il Trentino registri una mediana del tempo tra insorgenza dei sintomi ed esecuzione del tampone molecolare pari a ben 11 giorni. Fino a due settimane fa tale valore era pari a 3-4 giorni, improvvisamente saliti a 9 la scorsa settimana. A conferma del fatto che dopo la prima settimana di dicembre il Trentino ha cominciato a fare tamponi di conferma ai positivi antigenici che a novembre venivano lasciati a casa in attesa di tornare virologicamente negativi. Adesso i tamponi molecolari di conferma si fanno, ma con grande calma!
Questo fatto è evidenziato anche dal grafico dei dati che l'ISS ha utilizzato per il calcolo dell'indice di trasmissione del contagio in Trentino:
Le barre più scure che appaiono nel grafico corrispondono ai casi sintomatici classificati in base alla data di insorgenza dei sintomi. Questi sono i dati utilizzati da ISS per il calcolo di R. Molti dei positivi antigenici che sono stati confermati con il tampone molecolare dopo la prima settimana di dicembre sono andati a ricadere sulle settimane precedenti, producendo un doppio picco artificiale, con un minimo localizzato intorno alla metà di novembre (indicato nel grafico da una freccia rossa). Se non mi credete, confrontate la figura mostrata sopra con l'analogo grafico di due settimane fa.
Se andassimo a ricalcolare il valore dell'indice di trasmissione del contagio sulla base di questi dati avremmo ottenuto per le settimane precedenti valori molto più alti di R. Ma ormai ISS non andrà certamente a ricalcolare i vecchi valori di R e si tengono per buoni i valori sbagliati. Paradossalmente oggi, poichè molti casi sintomatici nuovi non li abbiamo ancora comunicati (lo faremo tra una o due settimane) il valore dell'indice R appare relativamente basso. Un esempio da manuale di come i famosi 21 indicatori ISS possano essere facilmente aggirati.
A fronte di tutto questo cosa fa l'ISS? Nulla. Si limita a segnare con un segno # le Regioni/PPAA (tabella 3 del rapporto) che sono in ritardo nella comunicazione dei dati (non c'è solo il Trentino, ma nessuna ha tempi così grandi tra sintomi e tamponi). Eppure non ci vorrebbe Sherlock Holmes per capire cosa sia successo.
In conclusione, nella settimana dal 15 al 21 dicembre in Trentino sono stati comunicati complessivamente 2.266 nuovi contagi (molecolari + antigenici - antigenici confermati con i molecolari), quasi il doppio rispetto a quelli conteggiati da ISS. Se ISS avesse preso in considerazione il vero numero dei contagi, la prevalenza del Trentino sarebbe stata più o meno allineata con quella del Veneto.
La Provincia Autonoma di Trento sostiene di comunicare al Sistema di Sorveglianza Integrata i dati completi di tutti i contagi. Sono stati davvero comunicati tutti i dati? Che fine hanno fatto questi numeri?