Oggi l'Italia ha superato la soglia di 1 milione di persone virologicamente positive. I contagi "spuntano come i funghi" e dobbiamo prepararci ad un ulteriore aumento, sia perché l'onda associata alla nuova variante Omicron non ha ancora esaurito la sua spinta, sia a causa degli incontri legati ai festeggiamenti di Capodanno che produrranno, tra breve, i loro effetti.
La scelta di lasciare tutto aperto ha un costo tangibile in termini di contagi e potrebbe presto presentare anche un conto salato sul fronte dei ricoveri ospedalieri. Aldilà dell'effetto "harvesting" che, entro la fine di questo mese di gennaio, dovrebbe comunque produrre un calo dei contagi, l'andamento futuro della pandemia dipenderà molto anche dai comportamenti individuali.
Senza fare terrorismo, è bene che le persone conoscano i rischi che corrono e facciano scelte consapevoli. A questo fine, può essere utile stimare la probabilità di avere contatti con persone positive, soprattutto quando si tratta di persone che non mostrano sintomi evidenti, ma possono essere comunque contagiose.
Attualmente, il dato dei contagi del Trentino è più o meno allineato rispetto a quello nazionale, con quasi il 2% della popolazione virologicamente positiva. Il picco ufficiale dei contagi oggi lo troviamo nel piccolo Comune di Massimeno (5% della popolazione positiva). Altri 4 Comuni si trovano oltre la soglia del 3% (Caderzone Terme, Ospedaletto, Ronchi Valsugana e Pellizzano), ma si tratta di centri sotto i 1.000 abitanti e quindi il loro impatto sul dato provinciale complessivo non è particolarmente rilevante.
Sono sicuro che tutti i positivi ed i loro contatti stretti rispetteranno scrupolosamente le norme di isolamento e quarantena, ma possiamo ragionevolmente ritenere che un numero più o meno equivalente
di persone potenzialmente contagiose giri "a piede libero".
Tra coloro che sono inconsapevolmente contagiosi vanno annoverati sia quelli che hanno contratto la
malattia in forma lieve e la confondono con i comuni "mali di stagione",
sia coloro che sono pre-sintomatici, ovvero oggi non hanno sintomi, ma li avranno nei prossimi giorni.
I tempi di incubazione della variante Omicron sembrano essere più ridotti rispetto ai ceppi virali precedenti, ma rimane sempre un certo arco temporale in cui i contagiati diventano a loro volta contagiosi prima che appaiano i primi sintomi. Molti girano tranquilli anche perché hanno fatto un
tampone rapido antigenico con esito negativo, ignorando che questi
tamponi "non vedono" una fetta importante (almeno il 30%) dei
positivi.
Facendo un conto molto grossolano, attualmente - in Trentino - la probabilità di incontrare una persona contagiosa può essere pari a circa il 2% (1 ogni 50 persone che incontriamo). Il che significa che, se entriamo in un locale affollato, c'è una elevata probabilità di condividere lo spazio con almeno una persona contagiosa. Questo - assieme all'alto livello di contagiosità della variante Omicron - spiega il dato elevatissimo dei contagi.
Fino a qui abbiamo considerato l'incidenza media dei contagi, senza disaggregare i dati a seconda delle fasce d'età. Se osserviamo gli ultimi dati distribuiti dall'Istituto Superiore di Sanità si nota che il recente forte aumento dei contagi ha colpito prevalentemente le persone più giovani. Si nota una fortissima differenza della prevalenza virale in base all'età delle persone contagiate. L'origine di questo fenomeno può avere diverse spiegazioni: certamente i giovani hanno avuto maggiori occasioni di contatto, specialmente in occasione dei festeggiamenti natalizi. Inoltre i giovani sono meno protetti dalla terza dose vaccinale che, fin qui, è stata prevalentemente somministrata alle persone più anziane.
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Incidenza settimanale normalizzata rispetto ad un campione di 100 mila abitanti, disaggregata in base alle fasce d'età dei contagiati. Il periodo considerato va dal 20 al 26 dicembre, Si nota che l'aumento più importante si è registrato nelle fasce d'età comprese tra i 10 ed i 39 anni. L'aumento dei contagi tra gli ultra-settantenni è stato sostanzialmente trascurabile. Tratto dal bollettino ISS dello scorso 28 dicembre
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Non ho dati dettagliati per il Trentino, ma immagino che l'andamento locale non sia stato molto diverso rispetto a quello nazionale. Ciò significa che, quando abbiamo a che fare con ambienti frequentati soprattutto da giovani, la presenza di una o più persone potenzialmente contagiose è quasi certa. Alla luce di questo dato, si spiega perché il Governo nazionale abbia deciso di imporre la chiusura delle discoteche che non sono certamente l'unico ambiente al chiuso frequentato da giovani, ma - in queste condizioni - rappresentavano una vera e propria "bomba virologica".
Possiamo infine trarre alcune indicazioni di puro buonsenso:
- Le persone anziane e fragili dovrebbero evitare il più possibile di frequentare luoghi chiusi dove non si usa la mascherina, soprattutto se sono affollati da persone giovani.
- Per i nonni - come il sottoscritto - i nipoti sono una gioia del cuore, ma possono essere molto pericolosi, soprattutto se i nonni non hanno ancora fatto la terza dose vaccinale.
- Tutti - giovani e anziani - dovrebbero rispettare scrupolosamente le norme di protezione, soprattutto per quanto riguarda l'uso delle mascherine (molto meglio se FFP2, indossate correttamente). Eppure vediamo continuamente persone che girano con la mascherina sul mento, illuse che il contagio non le riguardi, ma sia solo un problema degli altri.
- Altrettanto importante è lo scrupoloso controllo dei green-pass. I non vaccinati sono - per fortuna - abbastanza pochi, ma a loro è associato un livello di rischio nettamente superiore rispetto al resto della popolazione. Quando il barista vi strizza l'occhio affermando che "lui non è un controllore", vi consiglio senz'altro di cambiare bar.