venerdì 29 ottobre 2021

Aggiornamento sulla pandemia: c'è una risalita dei contagi, ma - almeno per il momento - non è drammatica

Come anticipato la scorsa settimana, è in atto una risalita dei contagi che non è dovuta soltanto al forte aumento dei tamponi antigenici associato al rilascio dei green-pass

Andamento dei contagi (linea grigia) e media su base settimanale (linea blu). La linea azzurra rappresenta il livello dei contagi misurati un anno fa, in occasione della seconda ondata pandemica. Considerato che la contagiosità della variante Delta è circa doppia rispetto al ceppo virale che circolava un anno fa, la curva azzurra ci fornisce una stima - per difetto - di quanti potrebbero essere stati i contagi, anche quest'anno, in assenza dei vaccini

Una percezione più dettagliata sull'andamento dei contagi si può ricavare osservando la variazione percentuale dei contagi registrata nell'arco di una settimana (in pratica i dati da cui si ricava l'indice di trasmissione del contagio Rt):
 
Variazione percentuale del numero di contagi registrata rispetto alla settimana precedente. La linea tratteggiata è un fit polinomiale che non ha alcuna pretesa predittiva. Elaborato su dati della Protezione Civile Nazionale

Si nota che i contagi erano in lenta riduzione fino all'inizio di ottobre (variazione percentuale negativa). In concomitanza con l'estensione del green-pass sui posti di lavoro (metà ottobre) si nota una discontinuità che ha determinato il passaggio alla fase di incremento dei contagi, legata - in parte - al consistente incremento del numero di tamponi. I dati degli ultimi 3 giorni mostrano un incremento percentuale leggermente inferiore rispetto a quelli dei giorni precedenti, ma è troppo presto per valutare se si tratta di un segnale reale oppure di una semplice fluttuazione statistica.
 
Anche il dato dei ricoveri ospedalieri (che vedremo più avanti) conferma la tendenza alla risalita dell'ondata pandemica. Oltre al già citato aumento dei tamponi che incide sui contagi, ma non ha alcun effetto sui ricoveri, le cause dell'aumento possono essere diverse:

  1. Stagionalità della circolazione virale associata alla chiusura delle attività all'aperto che avevano caratterizzato la stagione estiva.
  2. Calo dell'efficacia vaccinale per coloro (personale medico e grandi anziani) che erano stati vaccinati per primi e non hanno ancora ricevuto la terza dose vaccinale.
  3. Fenomeni localizzati di forte diffusione del contagio associati alle manifestazioni no-vax/no-pass che stanno interessando il Paese (vedi Trieste).
Per quanto riguarda il punto 2 è interessante vedere quanto sta accadendo nelle RSA trentine che, al momento, sono tornate ad ospitare una quota significativa (circa il 9%) delle persone attualmente positive presenti in Trentino:
 
Ospiti delle RSA trentine positivi al SARS-CoV-2. Il dato con comprende coloro che eventualmente sono stati ricoverati in ospedale. Risulta evidente la necessità di somministrare con urgenza la terza dose vaccinale. Elaborato su dati diffusi dalla Provincia Autonoma di Trento

Risulta evidente l'urgenza di somministrare la terza dose vaccinale senza ulteriori ritardi.

Quanto ai contagi avvenuti tra no-vax si tratta di episodi che confermano la forte contagiosità della variante Delta, ma sono comunque numericamente limitati (i partecipanti alle proteste fanno tanto rumore, ma non sono molti in numero assoluto e spesso si spostano da una città all'altra per dare maggiore visibilità alle loro manifestazioni). 

In termini di impatto sulla pandemia, è molto più importante l'effetto quotidiano prodotto dai non vaccinati a contatto con il resto della popolazione. I non vaccinati - oltre a contrarre più facilmente il virus - sono anche mediamente più contagiosi rispetto ad un vaccinato virologicamente positivo. La presenza - a seconda delle classi d'età - di una quota della popolazione non vaccinata compresa tra il 5 ed il 25% (da cui andrebbero tolti coloro che non hanno fatto il vaccino, ma hanno contratto la Covid-19 nel corso dell'ultimo anno), causa il raddoppio del numero dei decessi e produce un forte aumento dei contagi soprattutto per le classi d'età inferiori ai 40 anni.

Finché ci sarà una quota non trascurabile di non vaccinati e se non si faranno le terze dosi a chi è stato vaccinato ad inizio 2021, rischiamo di osservare una serie di ondate pandemiche che potrebbero mettere sotto pressione il nostro sistema sanitario, costringendoci a nuove chiusure, con i conseguenti gravi danni di natura economica e sociale.

Come scrivevo all'inizio di questo post, l'ultima settimana ha visto un aumento dell'occupazione dei reparti Covid degli ospedali italiani: oggi il numero è risalito sopra la soglia delle 3 mila persone ricoverate.

Variazione percentuale dei ricoveri nei reparti Covid degli ospedali italiani, misurata rispetto alla settimana precedente. Dopo 6 settimane di calo, l'ultima settimana ha mostrato un aumento pari al 5%. Elaborato su dati della Protezione Civile Nazionale

Anche il dato dei nuovi ricoveri in terapia intensiva mostra una piccola risalita:

Andamento settimanale dei nuovi ricoveri nei reparti Covid di terapia intensiva, normalizzati rispetto ad un campione di 100 mila abitanti. Pur in presenza di forti fluttuazioni statistiche si nota una inversione di tendenza rispetto all'andamento discendente di settembre/inizio ottobre. Elaborato su dati della Protezione Civile Nazionale

Il dato complessivo sulle persone attualmente ricoverate nei reparti di terapia intensiva mostra una sostanziale stabilità:

Numero di pazienti ricoverati nei reparti Covid di terapia intensiva in Italia (linea rossa) e Gran Bretagna (linea blu). Il dato britannico riporta esclusivamente il numero di coloro che sono collegati al respiratore e quindi sottostima il numero complessivo dei ricoverati in terapia intensiva

 Un andamento simile è stato osservato per i decessi:

Decessi Covid normalizzati rispetto ad un campione di 100 mila abitanti. I dati sono mediati su base settimanale. La linea rossa si riferisce al dato italiano, mentre la linea blu mostra i dati britannici. Ricordo che la Gran Bretagna sottostima il dato dei decessi perché considera solo gli eventi accaduti entro 4 settimane dal primo tampone positivo

Anche se il dato britannico dei decessi è sottostimato perché considera solo i decessi avvenuti entro 4 settimane dal primo tampone positivo, durante l'ultima settimana i decessi in Gran Bretagna sono stati molto più numerosi rispetto a quelli italiani (circa 3,5 volte il dato italiano).

A livello europeo si conferma una forte prevalenza virale, specialmente nella parte orientale del continente:

Distribuzione dei contagi in Europa secondo i dati ECDC

Il dato sui decessi registrati nel corso dell'ultima settimana è forse ancora più significativo:

Decessi Covid registrati in alcuni Paesi europei durante l'ultima settimana (grafico L'Ego-Hub per il Messaggero)

Si osserva un forte impatto soprattutto nella parte orientale del continente, fortemente correlato allo scarso successo delle campagne vaccinali di molti Paesi.

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