giovedì 27 maggio 2021

La variante indiana si propaga in Inghilterra

Durante una seguitissima conferenza stampa, oggi pomeriggio il Ministro Matt Hancock ha fatto il punto sulla propagazione della variante indiana in Inghilterra. A livello complessivo, durante gli ultimi due giorni è stata superata la soglia di 3.000 nuovi contagi, un valore che non si vedeva da metà aprile, mentre il numero di casi attribuito alla variante indiana è raddoppiato nell'arco dell'ultima settimana.

Una frazione tra il 50% ed il 75% degli esami genetici fatti nel corso dell'ultima settimana ha evidenziato la presenza della variante indiana (ed in particolare del ceppo B.1.617.2). Il dato potrebbe essere influenzato dal fatto che la maggior parte degli esami genetici è stata eseguita nella città di Bolton ed in altri distretti dove è stata registrata la presenza più alta della variante indiana.

Secondo gli ultimi dati disponibili, la grande maggioranza delle persone infette dalla variante indiana non è vaccinata. Su 5.599 casi della variante individuate tramite analisi genetica dall'inizio di febbraio fino ad oggi, 3.367 persone infette non erano state vaccinate, 2.055 avevano ricevuto una sola dose vaccinale e 177 erano state completamente vaccinate con entrambe le dosi.  

Gli individui non vaccinati hanno rappresentato 29 dei 43 ricoveri ospedalieri e le rimanenti 14 persone avevano ricevuto almeno una dose vaccinale. Il dato è particolarmente significativo tenuto conto dell'alto livello di vaccinazioni effettuate in Inghilterra (36% della popolazione completamente vaccinata e 57% con almeno una dose) e soprattutto del fatto che una larga frazione delle persone più anziane e fragili sono state vaccinate.

Tra i decessi (che - lo ricordo - secondo l'originale criterio adottato dalle Autorità sanitarie inglesi comprendono solo coloro che muoiono entro 4 settimane dalla data di contagio), 8 erano non vaccinati, 3 avevano ricevuto una sola dose ed 1 aveva completato la vaccinazione. Non sono noti i dati relativi ai ricoveri ed ai decessi delle persone vaccinate, disaggregati in base al tipo di vaccino.

I numeri relativi a ricoveri e decessi sono piccoli in assoluto, ma - lo ricordo - si riferiscono ai soli circa 5.500 contagi per i quali è stata rilevata la presenza della variante indiana. I numeri reali potrebbero essere molti di più perché la genotipizzazione del virus non viene fatta per tutti coloro che vengono ricoverati o muoiono. Pur con tale incertezza, i dati confermano che la vaccinazione - soprattutto con una singola dose - non fornisce una copertura assoluta né dal ricovero, né dal decesso. Questa considerazione è importante perché molte volte abbiamo sentito alcuni supposti "esperti" ripetere che "una sola dose vaccinale copre al 100% dalle forme gravi e dai decessi".

In questo momento il Governo sta seriamente valutando se sia il caso di confermare la data del prossimo 21 giugno come termine per l'abolizione di tutte le (ormai ridotte) forme di distanziamento sociale che sono ancora presenti sul territorio inglese. Molto dipenderà dall'andamento delle prossime settimane. In pratica, bisognerà valutare se l'aumento dei contagi sarà quello che era stato comunque preventivato circa un mese fa a causa dell'allentamento delle misure di distanziamento sociale oppure se la variante indiana (più contagiosa rispetto a quella inglese) provocherà un incremento significativamente più alto. In tal caso, potrebbe essere necessario rimodulare il calendario delle aperture, prevedendo - soprattutto nelle zone dove ci sono i focolai più consistenti - l'attuazione di nuove restrizioni.


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