mercoledì 26 maggio 2021

Super-diffusori: sono solo il 2% dei contagiati, ma giocano un ruolo fondamentale nella diffusione del contagio

Uno studio svolto svolto presso l'Università di Boulder (Colorado, USA) - attualmente disponibile sotto forma di pre-print - rilancia l'idea dell'esistenza dei cosiddetti "super-diffusori", ovvero del fatto che una esigua minoranza delle persone attualmente positive sia effettivamente responsabile della maggior parte dei contagi. L'idea non è nuova ed è stata al centro del dibattito scientifico fin dall'inizio della pandemia.

I dati analizzati in questo nuovo lavoro provengono dai controlli sugli studenti ospiti delle residenze universitarie. I dati risalgono alla fine del 2020 quando, per motivi di sicurezza, ogni studente veniva sottoposto al prelievo di un campione salivare con cadenza settimanale. Complessivamente sono stati analizzati oltre 70mila campioni, di cui quasi 1.500 risultati positivi all'analisi PCR. Tutti i casi positivi risultavano asintomatici al momento del prelievo (ma il lavoro non specifica quanti di loro abbiano eventualmente sviluppato sintomi dopo la data in cui è stato effettuato il tampone).

Dopo aver determinato la distribuzione della carica virale dei casi positivi è stato fatto un confronto con la carica virale riscontrato in una analogo gruppo di pazienti che avevano dovuto ricorrere alla ospedalizzazione. Le due distribuzioni sono molto simili come si vede nella figura seguente:

Confronto tra la distribuzione della carica virale trovata tra gli studenti asintomatici (barre azzurre) e quella trovata in un campione di persone ospedalizzate (barre rosse). Si noti che la scala orizzontale (carica virale) è logaritmica. Tratto da MedRxiv

Analizzando i dati degli studenti asintomatici si nota che circa il 2% di loro porta con sé il 90% della carica virale complessiva. Un dato analogo si osserva per le persone sintomatiche ospedalizzate. Questa osservazione suggerisce che ci possano essere i cosiddetti "super-diffusori" ovvero persone che, da sole, possono potenzialmente infettarne molte altre a causa della loro elevatissima carica virale. Il punto fondamentale è che chi manifesta sintomi gravi non è necessariamente più contagioso di una persona asintomatica (o pre-sintomatica).

Il lavoro citato in questo post non è ancora stato sottoposto al giudizio dei referee e quindi potrebbe essere soggetto a modifiche prima dell'eventuale pubblicazione. I dati relativi alle persone asintomatiche corrispondono ad un campione abbastanza esteso e sono stati raccolti utilizzando una metodologia omogenea e con una cadenza temporale costante. È invece più difficile valutare la consistenza statistica del campione di persone ospedalizzate. Uno dei problemi classici di questi studi di tipo osservazionale è proprio legato alla scelta delle persone da includere nelle statistiche. Ci sono sempre ampi margini di arbitrarietà che possono andare ad incidere sulla qualità dei risultati finali.

Un pregio di questo lavoro - a mio avviso rilevante - è legato al fatto che analizza casi solo asintomatici (almeno fino al momento dell'esecuzione del tampone). Ciò è stato reso possibile dal fatto che sia stato fatto un grande numero di tamponi con cadenza ravvicinata, su un campione ben definito di persone. La letteratura scientifica contiene ormai moltissimi studi relativi ai contagiati sintomatici, mentre i dati relativi ai casi asintomatici sono ancora molto pochi. Ciò ha dato spazio alla credenza che i positivi asintomatici siano anche poco contagiosi. In realtà, ci sono anche gli asintomatici con alta carica virale. Un super-diffusore asintomatico è potenzialmente molto pericoloso e, in condizioni normali, è molto difficile da individuare

Un ulteriore sviluppo di questo studio potrebbe aiutarci a capire meglio cosa succede dopo la vaccinazione. La domanda a cui manca ancora una risposta è se i vaccini siano sterilizzanti, ovvero se impediscano di contrarre l'infezione anche in forma completamente asintomatica. L'utilizzo dei comodi tamponi salivari, applicati ad una comunità abbastanza ampia, ma ben definita come quella degli studenti di un campus universitario, potrebbe aiutarci a capire quanti siano gli eventuali contagi asintomatici tra le persone vaccinate e quale sia la distribuzione della loro carica virale.



1 commento:

  1. Se il 2% di superdiffusori fossero responsabili della maggior parte dei contagi, questo significherebbe che buona parte dei positivi sarebbe scarsamente contagiosa, credo. Mi domando se esistano positivi totalmente non contagiosi. Io ho dovuto fare quarantena in casa con mio marito positivo e per quanto ne so non sono mai stata positiva (c'è una finestra temporale tra i tamponi in cui potrei esserlo stata, completamente asintomatica, ma mi pare improbabile) e anche i colleghi di ufficio che sono stati a stretto contatto con lui prima che si accorgesse di avere dei sintomi, sono risultati tutti negativi. Pur con tutte le incertezze del caso, sembrerebbe che la catena di contagio si sia esaurita con mio marito ( in realtà non abbiamo neanche la certezza di dove si sia contagiato.. a ottobre- novembre il tracciamento era praticamente inesistente e molti positivi asintomatici sono sfuggiti alla rete, liberi di contagiare altre persone).

    RispondiElimina