venerdì 24 aprile 2020

Confrontiamo il Trentino con 5 Province vicine

Scavando tra la base dati della Protezione Civile Nazionale ho estratto un po' di dati che ci possono aiutare a capire come sia posizionato il Trentino rispetto a cinque Province vicine. Per il confronto ho scelto Bolzano, Vicenza, Verona, Brescia e Mantova (in pratica quasi tutta l'A22 + Brescia). I dati sono quelli relativi ai contagi rilevati ufficialmente. Sappiamo che questi numeri sono largamente sottostimati rispetto al valore vero a causa della difficoltà di contare asintomatici e paucisintomatici. Inoltre i dati per il Trentino comunicati  a livello nazionale sono sistematicamente inferiori rispetto a quelli comunicati nelle conferenza stampa serali della PAT. Sulle discordanze esistenti all'ìnterno dei dati trentini vi ho già riferito, ma apparentemente la cosa non interessa molto ai vertici della APSS di Trento.

Il grafico che vi mostro è un po' diverso rispetto a quelli a cui siamo ormai abituati. La rappresentazione che usiamo oggi è quella che viene solitamenmte utilizzata quando si vuole confrontare la progressione della pandemia in territori diversi, anche nel caso in cui ci sia un andamento temporale differenziato nel tempo. In pratica si rappresenta il numero dei nuovi contagi giornalieri in funzione del numero complessivo dei contagi. Ambedue le quantità sono normalizzate, ovvero sono riferite ad un campione di 10.000 abitanti per tener conto delle diverse popolazioni presenti nei territori considerati. Con questo tipo di grafico, ci aspettiamo di vedere una curva che parte dall'origine, inizialmente sale in modo più o meno simile per tutti i territori e poi piega verso il basso, più o meno rapidamente in modo inversamente proporzionale alla gravità dell'epidemia. I diversi andamenti ci permettono di capire con un semplice colpo d'occhio analogie e differenze registate a livello territoriale.

La figura che si ottiene è la seguente:
I dati sono filtrati con una media mobile a quattro giorni per ridurre le fluttuazioni
Se il groviglio di curve vi spaventa non preoccupatevi: la cosa è molto più semplice di quanto possiate immaginare. Partiamo dalla provincia di Brescia (linea blu), notoriamente uno dei punti dove l'epidemia lombarda ha toccato i livelli più tragici. Non a caso la linea blu è quella che sale più in alto e sta puntando verso l'estremo destro del grafico (in pratica più contagi giornalieri e più contagi totali). Dalla parte opposta abbiamo la provincia di Vicenza (linea verde). Corrisponde alla situazione meno grave: sfiora di poco il livello massimo di un nuovo contagio giornaliero per ogni 10.000 abitanti e subito dopo scende. Al momento osserviamo che, al netto delle oscillazioni, siamo intorno al livello di 0,5 casi per ogni 10.000 abitanti. Tra Vicenza (a sinistra) e Brescia (a destra) troviamo tutta una serie di situazioni intermedie. Notiamo che la provincia Autonoma di Bolzano (linea nera) mostra un andamento molto simile alla Provincia di Verona (linea grigia). Ci sono grosse fluttuazioni, ma le due curve ci appaiono largamente sovrapposte. Analogo discorso, ma con valori decisamente peggiori, si può fare per la provincia Autonoma di Trento (linea rossa) e per la lombarda Provincia di Mantova (linea ocra). Ambedue le curve raggiungono un valore massimo compreso tra 2 e 2,5 nuovi contagi x 10.000 abitanti e sono decisamente più staccati sulla destra come linea di tendenza finale rispetto alla coppia Verona/Bolzano.

Si potrebbe andare ancora avanti perché sappiamo che la media provinciale del Trentino è in realtà la sintesi di un territorio spaccato in due con alcune Valli attestate su livelli molto alti, ed altre vicine alla media veneta. Bisogna tener conto però che quando si disaggregano i dati si perde molto del cosiddetto rapporto segnale/rumore, ovvero le fluttuazioni statistiche dei dati possono diventare molto significative e possono rendere i dati poco leggibili.

Morale della favola? Anche questa analisi conferma che la situazione del Trentino è senz'altro la più compromesse di tutto il  Nord Est. Sento dire che saremmo pronti alla Fase 2 già dal prossimo 27 aprile. Francamente non mi sento molto tranquillo, sopprattutto se anche nella Fase 2 le strategie saranno decise dagli stessi generali che ci hanno ridotto in queste condizioni!


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