mercoledì 17 novembre 2021

La Germania è sull'orlo del baratro? Di chi è la colpa?

Dalla Germania arrivano notizie preoccupanti, con la Cancelliera Merkel che parla di una "situazione drammatica", mentre si accavallano gli annunci di nuove restrizioni ispirate al principio dei "2G".

Per capire cosa stia effettivamente accadendo in Germania, conviene guardare i dati recenti della pandemia, confrontandoli con quelli altri Paesi che hanno affrontato - utilizzando strategie diverse - l'arrivo della variante Delta. Per fare questo confronto ho scelto: Italia, Gran Bretagna ed Israele. Qui di seguito riporto i dati relativi ai contagi ed ai decessi, normalizzati rispetto al numero di abitanti. I grafici mostrati in questo post sono tratti dal sito Our World in Data.

Andamento dei contagi (casi giornalieri per ogni milione di abitanti) da inizio maggio 2021 fino ad oggi in Italia (linea verde), Israele (linea marrone), Germania (linea nera) e Gran Bretagna (linea viola). Our World in Data

Andamento dei decessi (casi giornalieri per ogni milione di abitanti) da inizio maggio 2021 fino ad oggi in Italia (linea verde), Israele (linea marrone), Germania (linea nera) e Gran Bretagna (linea viola). Our World in Data

Notiamo subito che a fine primavera Israele e Gran Bretagna avevano sostanzialmente azzerato sia i contagi che i decessi. Italia e Germania, che - come il resto dell'Europa continentale - avevano avviato le loro campagne vaccinali in ritardo rispetto a Gran Bretagna ed Israele, scontavano ancora un numero significativo di contagi dovuti alla coda del picco pandemico dovuto alla variante Alpha.

La variante Delta, originariamente apparsa in India, è arrivata in Europa attraverso la Gran Bretagna dove - a partire da giugno - ha generato la quarta ondata pandemica, che si è presto propagata agli altri Paesi. 

Nel frattempo, è cambiata sostanzialmente la situazione vaccinale. I grafici seguenti sono riferiti alla percentuale di persone vaccinate (con la vaccinazione completa oppure anche con la vaccinazione di richiamo) calcolata rispetto all'intera popolazione. Questo è il dato che conta ai fini della stima del livello di protezione indotto - a livello collettivo - dai vaccini. Tra i 4 Paesi considerati, l'Italia con quasi il 77% della popolazione (di tutte le età) completamente vaccinata è quello con il maggiore tasso di vaccinazione. 

Questo è il risultato di una campagna vaccinale partita con un certo ritardo, ma che poi ha preso vigore ed è stata molto efficace. Aiuta anche la demografia, con (purtroppo!) la limitata presenza di giovani generazioni non vaccinabili. Per contro, va ricordato che l'Italia, avendo una popolazione mediamente più anziana, è anche il Paese più esposto alle complicanze più gravi della Covid-19 e quindi - a parità di contagi - è quello dove ci aspettiamo di trovare più decessi.

Percentuale della popolazione (di tutte le età) completamente vaccinata. Our World in Data

Percentuale della popolazione (di tutte le età) che ha ricevuto la terza dose ("booster"). Our World in Data

Notiamo che Israele ha nettamente anticipato gli altri Paesi nella somministrazione dei vaccini, ma si è fermato ad un tasso di vaccinazione dell'intera popolazione che è il più basso tra i 4 Paesi considerati. La cosa non è sorprendente considerando la demografia di Israele ed, in particolare, la forte presenza di bambini di età inferiore ai 12 anni.

Gran Bretagna e Germania hanno raggiunto un tasso di vaccinazione (misurato sull'intera popolazione) pressoché uguale, intermedio tra il valore israeliano (minimo) e quello italiano (massimo).

Notiamo infine che l'anticipo della campagna vaccinale britannica rispetto al resto d'Europa non è stato così ampio come sembrava di capire in base alla propaganda del Governo britannico. Questo è dovuto alla strategia di rimando della seconda dose vaccinale che - tra l'altro - si è rivelata fallimentare con l'avvento della variante Delta per la quale una sola dose vaccinale offre una protezione decisamente bassa.

L'andamento recente della pandemia nei diversi Paesi può essere spiegato tenendo conto della progressione della campagna vaccinale e delle diverse politiche adottate rispetto alle misure di contenimento della circolazione virale (mascherine, green-pass, limitazione delle attività al chiuso, ecc.). Le politiche adottate sono state molto disomogenee, talvolta anche all'interno di uno stesso Paese. In generale, possiamo dire che l'Italia è il Paese che - almeno fino ad oggi - ha imposto le misure più rigide, mentre la Gran Bretagna è stato il Paese più permissivo, eliminando - fin dall'inizio di luglio - tutte le restrizioni.

Indice che calcola, sulla base di vari indicatori, il livello di restrizioni adottato nei diversi Paesi per contenere la circolazione virale. Un valore più alto dell'indice indica un maggiore livello di restrizioni. Anche se si tratta di un indicatore statistico abbastanza discutibile, anche questo indice ci fa vedere che l'Italia è il Paese che - almeno fino ad oggi - ha mantenuto l'atteggiamento più prudente. Si noti il comportamento divergente tenuto da Italia e Germania da settembre in poi. Our World in Data

Non sorprendentemente:

  1. La Gran Bretagna, da luglio in poi, si trova immersa - senza soluzione di continuità - nella quarta ondata pandemica. Aldilà delle oscillazioni periodiche, il livello dei contagi si è sempre mantenuto su livelli elevati, mentre quello dei decessi mostra una crescita progressiva. La Gran Bretagna si è limitata a fornire ai suoi cittadini generiche "raccomandazioni" per la limitazione dei contagi, ma pochi cittadini britannici sembrano averle prese sul serio. Attualmente la Gran Bretagna sta spingendo sulla somministrazione della terza dose che ha già raggiunto quasi il 20% dei suoi cittadini.
  2. Israele è il Paese che ha visto il valore massimo sia dei contagi che dei decessi, sia per la mancanza di misure per la prevenzione dei contagi (ripristinate "a buoi scappati" solo dopo che i contagi erano aumentati) che per il calo dell'efficacia dei vaccini. Israele è stato il primo Paese al Mondo a partire con la somministrazione della terza dose che ormai ha raggiunto oltre il 40% dei suoi cittadini (circa il 70% delle persone vaccinabili). In concomitanza con la progressione della somministrazione della terza dose si è visto un crollo sia dei contagi che dei decessi. Israele è l'unico tra i 4 Paesi considerati che attualmente sembra essere uscito dalla ondata pandemica associata alla variante Delta.
  3. Italia e Germania hanno avuto andamenti molto simili, almeno fino a circa 1 mese fa. Nel corso delle ultime settimane, Italia e Germania hanno mostrato un incremento sia dei contagi che dei decessi, ma l'aumento della Germania è stato molto più marcato. Nel corso degli ultimi giorni, i valori pandemici della Germania si sono allineati con quelli della Gran Bretagna, mentre quelli italiani sono ancora decisamente migliori. Il tasso di vaccinazione della Germania, più basso rispetto all'Italia, così come l'allentamento delle restrizioni anti-Covid avvenuto in Germania da settembre fino a qualche giorno fa (vedi figura precedente), possono spiegare questo andamento. Probabilmente la Germania sconta anche gli stretti contatti con i Paesi dell'Europa dell'Est che hanno una fortissima presenza di no-vax e sono diventati dei veri e propri focolai pandemici.
In conclusione, grazie al tasso relativamente alto di vaccinazioni e, paradossalmente, ai ritardi registrati durante la fase di avvio della campagna vaccinale, l'Italia si trova ancora in una situazione relativamente buona. Se riuscirà a procedere sollecitamente con la somministrazione delle terze dosi, l'Italia potrebbe gestire questa fase della pandemia senza eccessive criticità (almeno nelle Regioni/PPAA più vaccinate).

Quanto alla Germania, i decessi sono in netto aumento. In questo momento, più che il loro valore assoluto (in fondo sono tornati "solo" ai livelli della fine di maggio 2021) preoccupa la tendenza in atto che mostra una forte accelerazione. Quindi forse è un po' presto per parlare di "tragedia", ma ci sono delle forti criticità (a cominciare dall'occupazione dei reparti di terapia intensiva di alcuni Länder).
 
Nel gennaio di quest'anno, il livello dei decessi registrato in Germania era pari a circa 5 volte quello attuale, mentre il dato dei contagi era circa la metà di quello attuale. Segno che i vaccini svolgono comunque un forte ruolo protettivo rispetto ai casi più gravi, ma se si lascia circolare il virus alla fine finisce che comunque gli ospedali si riempiono e anche il numero dei decessi fatalmente sfugge di mano. Soprattutto se non si coprono sollecitamente, con la terza dose vaccinale, tutte le persone esposte alle gravi complicanze della Covid-19, che hanno fatto il vaccino più di 6 mesi fa.
 
Con una presa di posizione piuttosto netta, il Comitato tedesco per le vaccinazioni (STIKO) ha raccomandato di estendere la terza dose - basata su un vaccino ad mRNA - a tutti i cittadini con almeno 18 anni di età e ha suggerito di ridurre - se la capacità vaccinale lo consentirà - il ritardo tra seconda e terza dose a soli 5 mesi.

Nessun commento:

Posta un commento