sabato 21 marzo 2020

Aggiornamento 21 marzo: è passato un mese dall’inizio dell’epidemia.

A partire da domani, l'aggiornamento dei dati sarà postato ogni due giorni, a meno che non intervengano novità di un certo rilievo. Continueremo a commentare le diverse questioni che sono legate allo sviluppo dell'epidemia.


Oggi è un giorno importante perché proprio un mese fa sono stati rilevati ufficialmente in Italia i primi casi endogeni di contagio da Coronavirus. In realtà, prima del 21 giugno erano stati già state ricoverate all’ospedale Spallanzani di Roma tre persone (due turisti cinesi ed un italiano di rientro da Wuhan), ma quelli erano senza ombra di dubbio casi di importazione. Nei giorni seguenti abbiamo assistito ad una crescita esponenziale dell’epidemia che, in un primo momento, sembrava confinata entro i focolai iniziali. Specialmente in alcune zone della Lombardia, l’epidemia è dilagata, propagandosi progressivamente alle regioni vicine.

Prima di analizzare i consueti grafici sui contagi complessivi ed i nuovi contagi giornalieri, vorrei mostrarvi l’aggiornamento della curva relativa a ricoveri e decessi, comprendendo nell’analisi non solo Veneto e Trentino, ma anche la Liguria. Perché proprio la Liguria? La scelta dipende dal fatto che la Liguria presenta alcune interessanti analogie rispetto al Trentino. Infatti la Liguria è una zona di attrazione per i turisti lombardi e subito dopo il 21 febbraio sono stati rilevati in Liguria un certo numero di contagi esogeni, dovuti a turisti anziani provenienti dalle aree del Lodigiano che si trovavano in Liguria per i tradizionali soggiorni invernali. Questi casi  sono stati prontamente individuati. Le persone con sintomi meno gravi sono state riportate in Lombardia (analogamente con quanto è stato fatto in Trentino) e durante le prime due settimane di epidemia il carico di lavoro degli ospedali liguri (linea continua blu del grafico riportato qui sotto) è stato contenuto su livelli accettabili. Ricordiamo inoltre che la Liguria è la regione italiana con a più alta sensità di anziani e questo rende la popolazione ligure più esposta al problemi delle complicanze indotte dal contagio.

Anche in Liguria, fino all'inizio di marzo, l'epidemia sembrava circoscritta, ma non era così. L’epidemia si stava propagando sotto traccia e solo dopo il 6 marzo la Liguria osserva un’impennata dei ricoveri che prosegue nei giorni successivi con una tendenza molto simile a quella fatta registrare in Trentino. La curva verde e quella blu che, ricordiamo, sono normalizzate rispetto al numero di abitanti, mostra come il carico di lavoro dei sistemi sanitari ligure e trentino sia diventato rapidamente più impegnativo rispetto a quello del Veneto, dove pure l’epidemia si stava diffondendo da almeno due settimane. Quando tutto questo sarà finito, sarà importante fare un’analisi approfondita dei dati e delle diverse strategie seguite a livello regionale per capire se qualcosa è andato storto. Adesso le priorità sono altre ed è comunque troppo presto per trarre conclusioni. 
 Confronto dei ricoveri ospedalieri (linee continua) e dei decessi (linee tratteggiate) normalizzate per un campione di 10.000 abitanti in Trentino (verde), Veneto (rosso) e Liguria (blu).

Passiamo ora all'aggiornamento dei grafici già visti nei giorni precedenti. Il dato dei contagi complessivamente rilevati è riportato qui sotto. Attualmente sono stati individuati in Italia circa 50.000 positivi al test, anche se le persone che sono state effettivamente contagiate sono molte di più (bisogna aggiungere gli asintomatici e quelli con sintomi lievi che spesso non sono sottoposti a test). Tra l'altro siccome nella mggioranza dei casi parliamo di positivi con sintomi medio-gravi, stimiamo che i contagi misurati fino ad oggi siano quelli avvenuti almeno 5 giorni fa. Questo implica che - oggi - il numero dei contagiati in cricolazione è circa doppio rispetto ai casi noti. Molte di queste persone manifesteranno i sintomi nei prossimi giorni.
Concludiamo con l'analisi dei nuovi contagi evidenziati oggi:
Vediamo che l'aumento fatto registrare a livello nazionale è ancora sostanzialmente dipendente dalla variazione del valore lombardo. Sulla consistenza dei dati lombardi abbiamo già detto. Sono poco affidabili ed hanno un limitato significato statistico. Conforta tuttavia il fatto che non ci sia stata - almeno fino ad oggi -  la temuta esplosione dei contagi al Centro - Sud. Ammesso e non concesso che le regioni del Centro - Sud applichino i test nel modo più appropriato.

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