venerdì 5 marzo 2021

Come sta cambiando l'età dei contagiati in Trentino?

Preso atto che la Provincia ci fornisce solo risultati su base quotidiana e non presenta mai dati aggregati, ho provato a ricostruire la distribuzione dell'età dei nuovi contagiati trovati in Trentino durante le ultime due settimane. I dati sono stati ottenuti sommando i valori che appaiono nei comunicati stampa quotidiani della Provincia. 

Non escludo la possibilità che ci siano stati errori di lettura o trascrizione, anche perché i comunicati stampa sono sempre un po' confusi, pieni di considerazioni qualitative, ma privi di una presentazione sotto forma tabellare che renderebbe più agevole la lettura dei dati ed il confronto tra giorni diversi.

Ecco la distribuzione che ho ricostruito per le ultime due settimane:

Confronto della distribuzione per età dei nuovi contagi in Trentino durante le ultime due settimane. A sinistra, la distribuzione della settimana 20-26 febbraio. A destra quella della settimana successiva. La fetta verde corrisponde ai giovani di età compresa tra i 6 ed i 19 anni. Elaborato sui dati contenuti nei comunicati stampa provinciali (SE&O)

Nell'arco di una sola settimana, la frazione di contagi tra i giovani di età compresa tra 6 e 19 anni (fetta di colore verde) è passata dal 10,7 al 14,1%. La differenza tra i due grafici è evidente, anche se - leggendo i comunicati stampa - è molto difficile cogliere l'andamento di medio periodo perché si vede il dato di un solo giorno, spesso "mascherato" dalle normali fluttuazioni statistiche. Purtroppo la comunicazione provinciale è sempre un po' sfuggente, nel senso che i dati in qualche modo vengono diffusi (a parte quelli dei contagi veri del novembre scorso), ma si cerca sempre di confondere chi li legge, mescolando sistematicamente i dati con i commenti, esaltando gli aspetti positivi ed evitando di mettere in evidenza le reali criticità.

In termini assoluti i contagi per la classe d'età 6-19 erano stati 211 (su un totale di 1.977 contagi) durante la settimana 20-26 febbraio. Nel corso dell'ultima settimana, sono stati 274 su un totale di 1.939 contagi. La differenza è statisticamente significativa (chi-quadro = 10.8 a cui corrisponde un valore del p-value di poco superiore a 0,001).

La forte crescita dei contagi tra giovani in età scolare potrebbe essere legata alla diffusione della cosiddetta "variante inglese" in ambiente scolastico (per poterlo affermare con certezza bisognerebbe fare un numero adeguato di sequenziamenti genici). A fronte di questo crescente numero di contagi sembra opportuno rivedere le regole per la quarantena delle classi e soprattutto, invece di limitarsi a mettere le classi in quarantena, sarebbe opportuno tornare rapidamente all'uso estensivo dei tamponi molecolari per tracciare i contagi nelle Scuole.

Considerato che, almeno fino ad oggi, la Provincia si è limitata a suggerire di "aprire le finestre e arieggiare le aule" sorge più di un dubbio sulla effettiva capacità dimostrata dai vertici politici e sanitari provinciali nell'affrontare questa delicata situazione.

6 commenti:

  1. Da un lato i grafici che presentano – inequivocabilmente - le linee (rosse) del Trentino tutte in crescita, dall’altro il professor Brusaferro che invita a "mettere in campo misure RISOLUTE e TEMPESTIVE"...

    ...la perplessità è notevole per le parole di oggi nella conferenza (senza) stampa del Presidente Fugatti: "i dati di oggi non possono lasciarci indifferenti" - "dobbiamo con ancora maggiore serietà monitorare i dati giorno per giorno" - "dovremo fare le valutazioni che dovremo fare".

    Mentre in Lombardia (10 milioni di abitanti) il Presidente Attilio Fontana: "La mia ordinanza di ieri va nella direzione di ANTICIPARE e non rincorrere il virus". Tra gli indicatori presi in considerazione per valutare eventuali restrizioni c'è la questione varianti: "I nostri esperti hanno ben chiarito, e oggi la valutazione della Cabina di Regia lo ribadisce, che con la presenza di varianti – soprattutto quella inglese – non c’è tempo da perdere, OCCORRE AGIRE RAPIDAMENTE. Mi auguro che queste restrizioni possano essere sufficienti per rallentare e frenare la corsa dei contagi".

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  2. CTS: misure più restrittive con scuole chiuse

    Intanto il CTS ha consigliato all'esecutivo, vista l'attuale situazione pandemica in Italia, un lockdown duro da subito.

    In alternativa, l'unico compromesso possibile è quello di una zona rossa AUTOMATICA nel momento esatto in cui si supera la soglia dei 250 contagi settimanali per 100mila abitanti. Questa la posizione del Comitato che, secondo quanto apprende l'Agi, avrebbe 'caldamente' suggerito al governo di ancorare l'automatismo a questa soglia oltre la quale la gestione sanitaria diventa fuori controllo.

    Il limite dei 250 casi compare nel DPCM che entra in vigore oggi, ma rimette ai Governatori la possibilità di decidere se attuare o meno la zona rossa. Per il CTS però il cambio di colore non dovrebbe essere facoltativo alla luce della condizione di stremo in cui versa il Paese.

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  3. Classificazione del Trentino, Fugatti dà un'interpretazione

    «Riteniamo che per la settimana prossima la situazione possa restare invariata» - «Non possiamo dire all'ultimo momento alle famiglie "resteremo arancioni" o "diventeremo rossi", sarebbe comodo per noi» ha continuato Fugatti.

    «Però dobbiamo in qualche modo prenderci la responsabilità, cercando di interpretare i dati per provare a dare anche una possibilità organizzativa alle famiglie. Quindi, secondo la nostra parte tecnica che ha analizzato i dati che abbiamo finora, lo dico con molta prudenza perché voglio provare ad anticipare le esigenze delle famiglie e delle attività imprenditoriali, riteniamo che per la settimana la situazione possa restare invariata».

    Il Presidente Fugatti ha infine precisato che l'eventuale "errore" di valutazione è da imputare a una «totale buonafede» da parte sua.

    (NdC) Non ci siamo, qui latitano proprio i fondamentali... (ci mancherebbe anche che vengano fatte le cose lucidamente in malafede!)

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  4. Probabilmente in Piazza Dante ritengono i Suoi post eccessivamente preoccupati e pessimisti.

    Infatti il Direttore Generale Pier Paolo Benetollo commenta con tranquillità i dati dei contagi in Trentino:

    «Per capire la portata, bisogna sottolineare che ci sono i casi "diagnosticati" e i casi "reali". Soprattutto nella prima fase i secondi erano davvero tanti. «Ma, stando ai dati nazionali, in Trentino abbiamo intercettato praticamente IL DOPPIO di positivi rispetto al resto d'Italia».

    «L'unico vero scostamento che abbiamo registrato nell'ultimo periodo riguarda gli over 80: quel dato si è sostanzialmente APPIATTITO, grazie alle vaccinazioni».

    «Tornando ai giovani, i bambini sono in linea, mentre forse c'è una LIEVE crescita nelle superiori».

    Ricapitolando, siamo:
    - stati bravi con i tamponi
    - stati veloci con i vaccini agli anziani
    - tranquilli rispetto ai maggiori contagi under-19

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    Risposte
    1. In Piazza Dante (e dintorni) "se la cantano e se la suonano" e soprattutto sono sempre pronti ad auto-lodarsi e aumentarsi gli stipendi, dando la colpa agli altri di qualsiasi problema.

      Se poi - per colpa loro - le cose vanno peggio di quanto sarebbero potute andare, si può sempre accusare chi dice la verità di "portare sfortuna".

      C'è poi quel fastidioso dato ISTAT sull'eccesso di mortalità registrato nel Trentino sia durante la prima che durante la seconda ondata pandemica. Ma non bisogna parlarne perché "non si deve speculare sui morti"

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  5. Perché stanno aumentando i ricoveri
    tra i giovani contagiati dal Coronavirus
    Andrea Centini – fanpage.it - 11 marzo 2021

    Alla data odierna, giovedì 11 marzo 2021, la fascia della popolazione più colpita è quella degli anziani, che ha pagato un prezzo salatissimo in termini di vite dall'inizio della pandemia di COVID-19. Ciò nonostante si verificano casi gravi e mortali, sebbene in percentuali sensibilmente inferiori, anche fra i giovani adulti. Basti pensare che lo scorso anno, negli Stati Uniti, il mese di luglio è stato il più letale della storia nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni.

    Nella prima fase della pandemia, per quanto concerne gli adolescenti e i ragazzi fino ai 24 anni, i dati degli studi suggerivano che fossero meno suscettibili al patogeno: uno studio condotto dai CDC determinò che il tasso di infezione tra 0 e 14 anni era del 6,2 percento, contro l'8,6 percento rilevato nella fascia di età 15-64 anni e il 16,3 percento tra gli over 65 anni.

    Col passare dei mesi, tuttavia, queste evidenze si sono lentamente sgretolate, fino a quando è divenuto chiaro che i giovani non solo risultano suscettibili al SARS-CoV-2 quanto gli anziani, ma in alcuni casi stanno presentando un tasso di incidenza PERSINO SUPERIORE. Gli esperti ritengono che le varianti emergenti del patogeno stiano giocando un ruolo significativo in questo processo.

    Un nuovo studio pubblicato su PLoS ONE ha dimostrato che gli adolescenti e i giovani fino ai 24 anni hanno addirittura una suscettibilità maggiore rispetto a quella degli anziani, rappresentando così un veicolo particolarmente significativo nella catena dei contagi. A condurlo i tre scienziati Rumain, Schneiderman e Geliebter. Essi hanno raccolto i dati relativi ai tassi di infezione in sei stati americani (Florida, Tennessee, Missouri, Utah, Kansas e South Dakota), nei quali la scorsa estate è stata osservata un'impennata della curva e poi il raggiungimento di un plateau.

    Dall'analisi statistica dei dati è emerso chiaramente che “la prevalenza di COVID-19 negli adolescenti e nei giovani (dai 10 ai 24 anni) era MAGGIORE della prevalenza negli anziani (dai 60 anni in su)”, si legge in un loro comunicato stampa.

    “Inoltre, i giovani costituivano una quantità sproporzionatamente maggiore di persone con COVID-19, rispetto alla loro proporzione dell'intera popolazione statale”, hanno aggiunto i ricercatori.

    Secondo gli autori dello studio, sentendosi più vulnerabili alla patologia GLI ANZIANI hanno rispettato MEGLIO il distanziamento sociale e le altre misure anti-contagio, come uso delle mascherine e il lavaggio frequente delle mani, mentre molti giovani, sentendosi “invulnerabili” anche alla luce dei controversi risultati dei primi studi sulla pandemia, hanno continuato a socializzare e a non rispettare le indicazioni anti Covid.

    In Italia l'incidenza dei contagi nei giovani under 20 HA SORPASSATO quella degli anziani a partire dalla fine di gennaio 2021, come mostra il rapporto ISS “Focus sull’età evolutiva”. La tendenza, rimasta anche per tutto il mese di febbraio, secondo gli esperti sarebbe associata alla circolazione delle varianti più trasmissibili, come quella inglese.

    Un elemento da non trascurare in questa fase della pandemia è L’AUMENTO DEI RICOVERI fra i più giovani, come sottolineato dal professor Massimo Andreoni, il direttore scientifico della Società italiana Malattie Infettive: “Sono colpiti di più i giovani, si ricoverano molto di più i giovani e hanno anche manifestazioni gravi: questo deve essere monitorato. I giovani normalmente non arrivavano in ospedale, ora cominciano ad arrivare e questo è un campanello d'allarme”.

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