martedì 16 marzo 2021

Segnalazione da Nature: la variante inglese è effettivamente più letale!

Ieri la rivista Nature ha pubblicato con procedura accelerata i risultati di uno studio condotto in Inghilterra dove è stata analizzata la letalità della variante inglese (quella che gli inglesi chiamano la "variante del Kent"). I risultati di questo studio confermano una maggiore letalità di questa variante rispetto al ceppo virale che circolava fino a fine 2020.

Il lavoro lo potete trovare qui. Lo studio ha analizzato oltre 2 milioni di casi di cui 1.146.534 (che hanno prodotto 4.945 decessi) collegati alla mutazione virale B.1.1.7. L'eccesso di letalità rispetto al ceppo virale che circolava in precedenza è stato stimato intorno al 55-60%.

I dati rossi si riferiscono alla variante inglese, mentre quelli azzurri sono riferiti alla variante che circolava in precedenza. I tre grafici corrispondono rispettivamente a: numero di contagi (a), decessi (b) e tasso di sopravvivenza (c). Tratto da Nature

Considerato il numero di casi considerati ed il dettaglio dell'analisi svolta, le conclusioni dell'articolo sono piuttosto convincenti e confermano quanto già ipotizzato a proposito dell'aumento di letalità associato alla variante inglese.

4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Mantovani: “Oltre a contagiare di più, la variante inglese UCCIDE MAGGIORMENTE”
    fanpage.it – sabato 20 marzo 2021

    "Il British Medical Journal e Nature danno gli stessi numeri: la variante inglese è più infettiva, ma aumenta anche la mortalità dal 30% al 60%. Oltre a contagiare di più, la variante UCCIDE MAGGIORMENTE e per questo bisogna vaccinare in fretta". Lo dice Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Humanitas di Milano, in un'intervista a La Stampa.

    Potrebbe esserci una quarta ondata a causa di nuove varianti, "non possiamo dimenticare che si tratta di una pandemia e 2 delle attuali varianti che ci preoccupano sono nate in Sudafrica e in Amazzonia", aggiunge, "se ci impegneremo, il Natale prossimo sarà più normale del passato. L'estate potrebbe essere una tregua, ma senza le illusioni dell'anno scorso".

    RispondiElimina
  3. Coronavirus, dottor Benetollo: "In Trentino rilevata solo la variante inglese"
    ildolomiti.it - 18 marzo 2021

    “E' fondamentale che siano rispettate le regole per evitare che arrivino altri tipi di variante in Trentino”. A dirlo è stato il direttore dell'Azienda sanitaria del Trentino, Pier Paolo Benetollo analizzando la situazione epidemiologica in Trentino. Ad oggi, è stato spiegato, in Trentino è stata trovata SOLO la variante inglese e non di altro genere, fino ad ora.

    “Stiamo andando avanti secondo gli schemi che ci sono stati dati – ha spiegato Benetollo - ne facciamo anche UN PO’ DI PIU’ di quello che ci toccherebbe sulla base del piano nazionale, circa UNA DECINA di test alla settimana. La grande maggioranza dei test risultano positivi per la variante inglese. Non abbiamo ancora intercettato la variante sudafricana e brasiliana”.

    (NdC) Da “circa una decina” ad almeno 70 sequenziamenti a settimana. I conti non tornano (di nuovo).

    In Trentino non c'è stata, almeno fino ad oggi, alcuna evidenza della sua presenza, ma sorge spontaneo il dubbio che in Trentino la variante sudafricana non sia stata trovata semplicemente perché le Autorità sanitarie non hanno eseguito tutte le mappature genetiche che sarebbe stato opportuno fare (post del 9 marzo)

    Vediamo quale sarebbe il livello minimo di sequenziamenti che il Trentino dovrebbe fare ogni settimana per avere il pieno controllo della situazione. Partiamo dal dato dei nuovi contagi che attualmente viaggiano intorno ai 1.400 casi settimanali, con una leggera tendenza all’aumento. Se volessimo tenere la situazione sotto controllo, dovremmo sequenziare almeno il 5% di tutti i nuovi casi, ovvero ALMENO 70 sequenziamenti settimanali. (post del 19 febbraio)

    RispondiElimina
  4. "E' la terza o quarta volta che NOVE tamponi SU DIECI evidenziano la positività alla variante inglese", spiega Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali".

    "Ormai il numero dei tamponi inviati all'Istituto Zooprofilattico indica questa tendenza. La ricerca si è un po' attenuta a livello nazionale, ma continuiamo il monitoraggio".

    "Il commissario Figliuolo ha disposto un cambiamento di programma: si procede in prima battuta sui laboratori privati e non più pubblici. Qui teniamo una quota da analizzare all'ospedale Santa Chiara e altri test li inviamo".

    (NdC) Ai cittadini sono stati nascosti prima il numero dei contagi, poi il numero dei tamponi antigenici, infine i casi dei positivi nelle scuole. Ora tocca ai sequenziamenti genici?

    Si può avere, PER TRASPARENZA, per ogni settimana del 2021 il numero di tamponi inviati e il numero dei tamponi trovati positivi alle varianti, suddivise per tipo?

    Basta una tabella 12x6! Perché nascondere questi dati? Forse per non seminare il panico?

    Se la variante inglese, più contagiosa e anche più letale, è ora presente IN 9 CASI SU DIECI, quali sono le contro-misure di APSS?

    RispondiElimina