lunedì 10 gennaio 2022

Chi vincerà la gara delle varianti?

Una spiegazione semplificata sulla diffusione delle varianti virali attribuisce il ruolo di variante dominante al ceppo virale "più contagioso", ma le cose sono un po' più complicate di quanto potrebbe apparire a prima vista. 

Se la contagiosità fosse l'unico elemento da considerare, il ceppo virale Omicron sembrerebbe destinato a diventare al più presto dominante, ma molti sostengono che ci dobbiamo aspettare una lunga convivenza tra Omicron e Delta.

Un recente lavoro apparso sulla rivista Nature ha analizzato la "competizione" tra le varianti Alpha e Beta che erano apparse all'inizio del 2021, in Gran Bretagna (Alpha) ed in Sudafrica (Beta). Anche se la variante Beta riuscì a raggiungere molti Paesi (tra cui l'Italia), alla fine Alpha ebbe il sopravvento e la variante Beta si è praticamente estinta. Lo studio analizza i contagi sia su modelli animali (furetti) che su culture cellulari e mette in evidenza i meccanismi che hanno consentito alla variante Alpha di prendere il sopravvento sia su Beta che sul ceppo virale che circolava in precedenza (molto simile al ceppo originale di Wuhan).

Tornando ai nostri giorni, tutti sono concordi sul fatto che Omicron sia molto contagiosa, ma quando si passa alla valutazione dell'effettivo livello di contagiosità vengono proposte stime molto diverse tra loro. C'è chi sostiene che le mutazioni apparse nel ceppo virale Omicron rendano il virus più "stabile" e quindi in grado di mantenere integra la sua capacità di infettare anche dopo una lunga permanenza nell'atmosfera sotto forma di aerosol. Altri pensano che la maggiore contagiosità sia dovuta ad una maggiore affinità con i recettori ACE2 che costituiscono il punto di entrata del virus nelle cellule che vengono infettate. 

C'è infine da tenere conto che il virus riesce ad eludere le difese anticorpali generate dagli attuali vaccini (o da precedenti infezioni con ceppi virali diversi da Omicron) e quindi una gran parte dei contagi potrebbe non dipendere dal fatto che Omicron sia molto contagiosa, ma dalla limitata protezione verso il contagio offerta dai vaccini (a meno di non aver fatto anche la terza dose) e/o dalle precedenti infezioni.

Un aspetto di fondamentale importanza riguarda il tipo di difese anticorpali che vengono generate da un eventuale contagio: non è detto infatti che chi si contagia con Omicron acquisisca una qualche difesa anche rispetto ad un successivo contagio con Delta. Fino ad oggi, è stato reso noto un solo studio che riporta dati molto limitati. Se non si farà chiarezza su questo punto, risulterà difficile fare previsioni affidabili sulla evoluzione futura della pandemia.

In altre parole, le due varianti potrebbero convivere a lungo generando "pandemie parallele", a meno che non "uniscano le forze" dando luogo ad un ceppo ibrido (anche se la recente individuazione di questo ibrido è stata messa in discussione da molti esperti che attribuiscono il risultato ad un errore nel processo di sequenziamento virale).


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