martedì 11 gennaio 2022

Il Trentino diventerà presto arancione?

Il Trentino, come altre Regioni/PPAA, si trova a fronteggiare l'impatto sanitario dell'ondata Omicron. Molti si domandano se e quando ci sarà il passaggio verso la zona arancione. Qualcuno si accontenta di non finirci già venerdì prossimo, altri - forse un po' daltonici - sostengono di essere più vicini alla zona bianca piuttosto che a quella arancione.

Cerchiamo di vedere come stanno oggettivamente le cose, guardando in faccia la realtà.

Due dei 3 parametri del Trentino sono già arrivati a valori da zona "rossa": il livello attuale dei contagi sta "veleggiando" verso i 3.000 casi settimanali per ogni 100 mila abitanti. Anche il dato sui ricoveri in terapia intensiva ha superato la soglia di occupazione del 30%. 

L'unico parametro che mantiene il Trentino in zona "gialla" è quello dei ricoveri nei reparti Covid ordinari. Secondo Agenas, oggi siamo al 24% di occupazione, 6 punti percentuali al di sotto della soglia che fa scattare il passaggio alla zona "arancione" (Nota: i colori dei tachimetri presenti sul sito Agenas non sono aggiornati e fanno riferimento alle vecchie classificazioni che si utilizzavano fino alla primavera 2021, ma i dati sulla percentuale di posti letto occupati sono corretti). In pratica, un aumento dei posti letto occupati in area non critica pari a circa 30 unità farebbe scattare il declassamento del Trentino.

In precedenti post ho discusso l'anomalia del rapporto tra i ricoveri in terapia intensiva ed i ricoveri totali del Trentino che è circa doppio rispetto alla media nazionale. Qualcuno ha definito questa anomalia una pura fluttuazione statistica, invocando i numeri ridotti del "piccolo Trentino". Tuttavia, anche tenendo conto della specifica dimensionalità del Trentino, l'anomalia c'è ed è statisticamente significativa (p-value < 0,001).

Dimentichiamo pure questa storia e cerchiamo di capire quale potrebbe essere l'andamento dei ricoveri durante i prossimi giorni. Sappiamo che la variante Omicron tende a provocare contagi meno gravi. Ma avendo a che fare con un numero elevatissimo di contagi, anche assumendo che solo l'1% dei contagiati debba ricorrere ad un ricovero ospedaliero, rischiamo di arrivare a 150 nuovi ricoveri ospedalieri alla settimana (pari a circa 30 nuovi ricoveri settimanali per ogni 100 mila abitanti)

Qui di seguito vi mostro l'andamento dei nuovi ricoveri settimanali registrati recentemente in Trentino:

Andamento dei nuovi ricoveri settimanali nei reparti Covid degli ospedali trentini (linea rossa). Il dato è normalizzato rispetto ad un campione di 100 mila abitanti. Il dato relativo all'ultima settimana (che si concluderà il 14 gennaio) è una stima basata sull'andamento dei primi 4 giorni. La linea nera tratteggiata è un fit lineare

Notiamo che - pur in presenza di ampie fluttuazioni - il numero dei nuovi ricoverati tende a crescere ed è quadruplicato nel corso degli ultimi 2 mesi. Questo provoca inevitabilmente una crescita del numero complessivo di posti letto occupati perché le dimissioni sono mediamente minori rispetto alle nuove entrate. Per osservare una inversione di tendenza sul numero dei posti letto occupati bisognerà aspettare che cali sensibilmente il numero dei nuovi ricoveri, cosa che potrà avvenire solo dopo un calo significativo dei nuovi contagi.

Osservando l'andamento del numero totale dei posti letto occupati nei reparti Covid degli ospedali trentini, si conferma una crescita continua, sia pure con ampie fluttuazioni:

Posti letto occupati nei reparti Covid degli ospedali trentini (somma di tutti i reparti, incluse le terapie intensive). Ai fini del calcolo dei parametri ministeriali si contano separatamente i posti dei reparti ordinari (oggi 122) e quelli delle terapie intensive (oggi 28)

Riassumendo, non c'è al momento evidenza di una imminente inversione di tendenza ed è quindi presumibile che il numero dei posti letto occupati possa continuare a crescere. Anche se non immediato, il passaggio alla zona arancione del Trentino è molto probabile (a meno che, nel frattempo, vengano fatti sparire dalle statistiche un bel po' di pazienti, trasferendo i meno gravi nelle cliniche private oppure spostando, nei conteggi, pazienti da "alta intensità" a terapia intensiva, tanto la soglia di occupazione delle terapie intensive è ormai abbondantemente saltata).

2 commenti:

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  2. Roberto Battiston, fisico dell’Università di Trento, dall’inizio della pandemia studia e analizza i dati epidemiologici della pandemia Covid-19.

    Coordina l’Osservatorio del Dato Epidemiologico presso il Dipartimento di Fisica di Trento in collaborazione con Agenas.

    Da oggi è online il sito ufficiale con dati e numeri dell'emergenza in Italia:

    https://www.robertobattiston.it/

    "Io credo che oggi ci siano due esigenze da tenere insieme", ha detto Battiston. "La prima che è il grande pubblico è bombardato da numeri e rimane spesso sconcertato e impaurito, quindi si può pensare di rilasciare il bollettino Covid ogni 2-3 giorni, meglio se corredato da un commento.

    Ma a fronte di questo, occorre che i dati siano sempre disponibili per la comunità scientifica, i tempi di raddoppio dei casi Omicron sono molto veloci".

    https://www.fanpage.it/attualita/

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