venerdì 4 settembre 2020

Nuove mirabolanti armi contro il SARS-CoV-2

La pandemia di Covid-19 ha scatenato una corsa senza precedenti alla ricerca di rimedi, più o meno efficaci, per contrastare la circolazione del virus SARS-CoV-2. Ogni giorni ci sono nuovi annunci ed è difficile capire quanto ci sia di vero dietro ad ogni nuova proposta che appare sul mercato.

Recentemente l'edizione romana del quotidiano La Repubblica ha dato ampio risalto ad un tipo “innovativo” di lampadina LED che a detta dei suoi produttori sarebbe in grado di sanificare con grande efficacia gli spazi pubblici, senza generare alcun danno alle persone presenti. 
 
La radiazione ultravioletta ed in particolare UV-C è da lungo tempo utilizzata per eliminare virus e batteri e la pandemia ha stimolato lo sviluppo di nuovi sistemi, spesso robotizzati, in grado di muoversi all’interno di scuole, uffici o magazzini per eliminare (gran parte degli) eventuali virus presenti nell’ambiente. Il tutto viene fatto solitamente di notte, quando gli edifici sono vuoti proprio per evitare possibili danni alle persone.

La nuova tecnologia denominata Biovitae sarebbe già stata sperimentata dal Policlinico militare del Celio a Roma e da altri laboratori militari europei. Secondo i detentori del brevetto, la sorgente luminosa sarebbe costituita da diodi led che emettono una combinazione di luce nel visibile (non molto diversa - aggiungo io – rispetto alle lampade led che si utilizzano per le colture indoor). Pur non utilizzando raggi ultravioletti, “il picco di frequenze di Biovitae è stato in grado di provocare un danno irreversibile alla struttura di microrganismi come virus, batteri, spore, muffe e funghi. Gli effetti sul Coronavirus sono molto promettenti: Biovitae ha distrutto il 99,8% del Sars-Cov2 che è stato esposto alla sua luce”.

Non ho avuto modo di accedere ai dati del brevetto, né sono riuscito a trovare i rapporti relativi ai test effettuati nei laboratori dove sarebbe stato provato il sistema, ma non riesco a nascondere la mia grande perplessità rispetto ai contenuti dell’annuncio. L’effetto di distruzione di virus e batteri generato dalla radiazione ultravioletta (in particolare UV-C) è notoriamente legato alla capacità di tali radiazioni di danneggiare gli acidi nucleici, attraverso un meccanismo abbastanza complesso che prevede la rottura di legami idrogeno, la formazione di aggregati con proteine fino a portare alla rottura del filamento. Perché questo avvenga ci deve essere una sovrapposizione tra la frequenza della radiazione incidente e lo spettro di assorbimento della molecola di acido nucleico. Tale spettro è tipicamente centrato verso la zona degli UV-C (quelli schermati dallo strato dell’ozono) e il fatto è molto importante perché altrimenti la radiazione solare produrrebbe danni talmente grandi agli essere viventi da rendere impossibile la vita sulla Terra (almeno come noi la conosciamo).

In conclusione: come è possibile che la famosa lampadina faccia fuori virus e batteri e non provochi alcun danno agli esseri umani esposti alla sua luce? Boh! Io francamente non ho risposte, ma mi permetto di raccomandare un po’ di cautela prima di riempire scuole e uffici di questa nuova magica lampadina.

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