sabato 12 settembre 2020

I tragici effetti della pandemia: Italia, Francia e Spagna a confronto

La letalità della pandemia di Covid-19 è stata oggetto di numerose discussioni. I dati drammatici di inizio primavera (i giorni dei mezzi militari che portavano via le bare da Bergamo, per intenderci) sono ormai un ricordo che per taluni è talmente sbiadito da portarli ad affermare che "di Covid non si muore più". Si muore certamente di meno perché i medici hanno imparato a trattare i malati di Covid-19 in modo più appropriato e soprattutto perché attualmente le strutture sanitarie riescono a fare il loro lavoro senza essere sovraccariche. Sappiamo inoltre che il calcolo dei decessi legati all'epidemia non è sempre semplice e che criteri diversi possono portare a numeri diversi. Ad esempio, in molti Paesi europei si tiene conto esclusivamente dei decessi avvenuti nelle strutture ospedaliere, mentre non si contano quelli avvenuti nelle strutture per l'accoglienza degli anziani o nelle abitazioni private. Criteri e metodi di raccolta dei dati non omogenei rendono difficoltoso il confronto tra Paesi diversi, specialmente se ci limitiamo ai numeri assoluti. Se invece osserviamo l'andamento temporale dei decessi legati alla pandemia possiamo ricavare informazioni interessanti. Con l'unica avvertenza di ripulire i dati dagli eventuali "conguagli" che ogni tanto vengono fatti per tener conto di errori di conteggio fatti nei mesi precedenti.

Oggi vi presento l'andamento dei decessi in tre Paesi mediterranei: Italia, Francia e Spagna. Tutti e tre hanno pagato un pesante tributo di vite umane durante la scorsa primavera e recentemente sono stati interessati da un consistente aumento dei nuovi contagi, più forte in Spagna e Francia, meno rilevante in Italia. Vediamo cosa è successo durante questi mesi estivi a livello di decessi. I dati sono quelli forniti dal sito statistichecoronavirus.it  per Francia e Spagna, mentre per l'Italia facciamo riferimento - come al solito - ai dati del Ministero della Salute, diffusi dalla Protezione Civile Nazionale. Il calcolo fa riferimento ai decessi registrati nell'arco di una settimana e non è normalizzato rispetto al numero di abitanti.

 

Le linee continue sono dei fit polinomiali che, come al solito, non hanno alcuna pretesa di avere valore predittivo, ma ci permettono di capire meglio l'andamento dei dati. 

Si vede chiaramente che la Spagna ha mostrato un andamento completamente diverso rispetto a Francia e Italia. A inizio giugno, quando ancora Francia e Italia contavano oltre 400 decessi settimanali, in Spagna le morti attribuite a Covid-19 si erano quasi azzerate. Probabilmente anche questo dato ha indotto le Autorità sanitarie spagnole ad allentare le briglie e, almeno fino a fine luglio, la situazione dei decessi in Spagna sembrava stazionaria. Ma si trattava in realtà di un fuoco che covava sotto la cenere come abbiamo visto altre volte durante questa subdola pandemia. Da agosto in poi, oltre ai numerosi nuovi contagi, la Spagna ha iniziato a contare un numero progressivamente crescente di decessi, portandosi sui livelli che Italia e Francia sperimentavano a inizio giugno. Si potrebbe definire un caso da manuale di inversione di tendenza. 

Italia e Francia hanno mostrato andamenti simili fino a fine luglio: ambedue i Paesi registravano, settimana dopo settimana, un numero decrescente di decessi, fino ad arrivare ad una situazione di sostanziale stabilità. Tuttavia c'è ora in atto una ripresa dei decessi, particolarmente sensibile per la Francia che, lo ricordiamo, segue strettamente la Spagna nella corsa ai nuovi contagi. Per l'Italia, dopo sei settimane in cui il livello dei decessi si era stabilizzato sotto circa 50 casi, l'ultima settimana mostra una crescita, ma non sappiamo ancora se l'ultimo dato anticipi una tendenza al rialzo, simile a quella registrata con qualche settimana di anticipo dalla Francia. La crescita dei ricoveri in terapia intensiva ci fa temere che le cose possano peggiorare, ma certamente non siamo nella situazione di grave allarme fatta registrare dalla Spagna.

Qualche giorno fa un irriducibile negazionista mostrava i dati dei contagi spagnoli e domandava provocatoriamente "in Spagna aumentano i contagi, ma dove sono i morti?". Il grafico che vi ho mostrato sopra ci fa vedere dove sono. Cerchiamo di non seguire anche noi la strada spagnola.

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