lunedì 2 novembre 2020

La dura esistenza degli over-70

Aveva incominciato il premier inglese BoJo annunciando ai suoi concittadini che “avrebbero dovuto prepararsi a dire un addio anticipato a molti dei loro cari più avanti con gli anni”. Poi, anche se relativamente giovane, ha rischiato di far parte dei riceventi l’estremo saluto ed ha cambiato repentinamente idea.

Adesso è arrivato il Governatore della Liguria Toti che dietro a quell’aspetto innocuo da orsacchiotto di peluche cela in realtà un cuore duro. Gli anziani non sono “indispensabili per lo sforzo produttivo del Paese” (e, notate la delicatezza, stava parlando delle persone decedute quel giorno per Covid). La soluzione è semplice: chiudiamoli a casa attuando un lockdown selettivo in base all’età, così la smetteranno di infettarsi e di intasare gli ospedali, rovinando le statistiche sui decessi.

L’idea sta girando negli ambienti del centro-destra dove viene propagandata come una possibile soluzione low-cost al problema della pandemia. Più avanti, se avrete voglia di seguirmi, vi spiegherò perché – secondo me – l’idea del blocco degli over-70 non funziona. Ma prima di discutere questo punto vorrei sottolineare il cinismo di chi, dopo essere stato rieletto poco più di un mese fa governatore della Regione con la popolazione più anziana d’Italia, scopre improvvisamente che gli over-70 servono a ben poco e quindi pensa di scaricare su di loro l'incompetenza dimostrata da lui stesso e dai suoi dirigenti nel prevenire la seconda ondata della pandemia.

In Trentino, il Presidente con lo sguardo triste il virus se lo è ritrovato anche negli uffici della Giunta. Ma ci ha provato anche lui ad accodarsi al nuovo modello di gestione della pandemia fascio-leghista, ipotizzando provvedimenti di segregazione degli over-70 su cui taluni solerti funzionari – ci hanno comunicato – stanno già facendo le opportune valutazioni.

Dura la vita degli over-70 perché la vecchiaia – checché se ne dica – non è mai rose e fiori. Molto peggio stanno i più fragili tra loro, rinchiusi da mesi tra le mura delle RSA assediate dal virus, ma difficilmente sentirete un ultra 70-enne ripetere che “andrà tutto bene”. Le statistiche sono quello che sono e ne abbiamo discusso sovente in questo blog. Giusto raccomandare prudenza e sollecitare il rigoroso rispetto delle norme di prevenzione. Molti anziani hanno già attuato – ove possibile – una sorta di auto-lockdown senza bisogno che nessuno glielo imponesse.

Tuttavia è sbagliato e ingenuo (per non dire di peggio) dire che in una società come quella italiana sia possibile separare rigidamente gli over-70 rispetto al resto della popolazione. Il modello di famiglia italiana è molto diverso rispetto a quello di altri Paesi europei, diametralmente opposto – ad esempio – rispetto al modello dei Paesi scandinavi. In Italia le famiglie mantengono uno stretto collegamento tra le diverse generazioni e gli over-70 – finché le condizioni di salute lo consentono – sono intensamente impegnati per fornire alle generazioni più giovani quel tipo di assistenza familiare che i servizi pubblici non sono quasi mai in grado di garantire. Parlo ovviamente di famiglie normali che non possono permettersi di spendere migliaia di euro al mese per personale di servizio o tate per i più piccoli. Chiudere a casa i nonni significherebbe far mancare di colpo alle generazioni più giovani un servizio che gli anziani forniscono gratuitamente e senza limiti di orario. Col paradosso che le generazioni intermedie, oltre a dover conciliare lavoro e figli senza alcun aiuto da parte dei nonni, dovrebbero anche farsi carico di rifornire i nonni dei beni necessari per sopravvivere alla quarantena. Senza contare i problemi enormi per i tanti anziani che vivono in famiglia e che sarebbero costretti a stare h24 nello stesso appartamento con figli e nipoti, senza neppure potersi fare un giro all’aria aperta. 

Vorrei ricordare inoltre che segregare gli anziani darebbe il colpo di grazia a molte attività di volontariato che vanno avanti grazie al tempo libero regalato da tanti pensionati di buona volontà. Sono tutte attività esenziali per colmare le lacune dello Stato (e dei Governi locali) specialmente quando sono rivolte al sostegno dei tanti nuovi poveri che questa pandemia sta generando.

Concludo ricordando che anche dal punto di vista economico più diretto i danni sarebbero notevoli. Perché gli over-70 non saranno certamente il motore principale dell’economia, ma rappresentano comunque un mercato importante (spesso ancora basato sui canali commerciali tradizionali) che rappresenta uno sbocco significativo per molte imprese italiane.

In questo blog ho ripetuto varie volte che non ci sono soluzioni semplici per un problema complesso come la pandemia. Chi millanta “idee semplici e risolutive” o è uno sciocco, o è in malafede.

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