giovedì 19 novembre 2020

Vaccini in arrivo

Durante queste ultime settimane, si è scatenata una forsennata gara di annunci tra i produttori dei  vaccini per il virus SARS-CoV-2. Le ultime notizie provengono da AstraZeneca che ha pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet un dettagliato rapporto sull'immunità indotta dal suo vaccino in pazienti di diverse età. L'articolo originale lo potete trovare qui:

M.N. Ramasamy et al. "Safety and immunogenicity of ChAdOx1 nCoV-19 vaccine administered in a prime-boost regimen in young and old adults (COV002): a single-blind, randomised, controlled, phase 2/3 trial", The Lancet, nov.18, 2020, DOI: 10.1016/S0140-6736(20)32466-1

Questi annunci hanno alcuni elementi in comune. Il primo è che per raggiungere un elevato grado di immunità bisognerà ricevere due dosi a distanza di tempo ravvicinata (così come succede per molti altri vaccini).  Questo complica non poco la procedura per la somministrazione del vaccino, soprattutto se pensiamo ai grandi numeri di persone che dovrebbero essere raggiunte. Non si segnalano, almeno fino ad oggi, effetti collaterali preoccupanti e, almeno per il vaccino AstraZeneca disponiamo già di dati che confermano l'efficacia del vaccino anche per le persone over-70. (Nota aggiunta il 24 gennaio 2021: questa informazione relativa alla sperimentazione su soggetti anziani non è stata confermata nei mesi successivi. In particolare è emerso un problema rispetto ai dosaggi utilizzati in fase 3. Sulla base di quanto sappiamo attualmente, sembra che l'efficacia più elevata del vaccino AstraZeneca sia stata riscontrata solo su piccolo gruppo di volontari di età inferiore ai 55 anni che, nella prima vaccinazione, avevano ricevuto per errore solo metà dose. Questa sembra essere la causa principale dei ritardi intervenuti nei tempi di rilascio all'uso in Europa da parte dell'EMA).

Un elemento comune a tutti gli annunci è quello relativo all'efficacia dei vaccini ovvero alla percentuale di persone che, dopo la somministrazione del vaccino, acquisiscono un livello adeguato di anticorpi. Siamo partiti dai primi annunci che parlavano del 90% ed attualmente assistiamo ad un crescita dei livelli di efficacia annunciati che ormai sembrerebbero essere superiori al 95%. Mi permetto di suggerire una certa cautela di fronte a certi annunci perché i dati si riferiscono sempre a campioni piuttosto limitati di volontari (parliamo di alcune centinaia di casi). Comunque le percentuali annunciate sono largamente superiori rispetto al livello minimo di efficacia che è necessario per garantire che il vaccino, se somministrato su larga scala, produca una vera immunità di gregge. 

Utilizzando modelli epidemiologici elementari si può dimostrare che la frazione di popolazione F che deve essere vaccinata affinché il vaccino produca una effettiva immunità di gregge è data da:

F = (1-1/R0)/E                                                            (1)

dove E è l'efficacia del vaccino ed R0 è l'indice di diffusione del contagio misurato nella fase iniziale dell'epidemia. Per il SARS-Cov-2 si stima che il valore di R0 sia compreso tra 2,5 e 3. 

Notiamo che nel caso in cui l'efficacia del vaccino E sia inferiore rispetto a (1-1/R0) l'equazione (1) perde di significato fisico. Infatti il valore calcolato di F diventerebbe maggiore di 1, cosa non possibile considerato che F = 1 (100%) equivale a dire che tutti i cittadini siano vaccinati. In altre parole, un vaccino poco efficace non consente di raggiungere l'immunità di gregge anche se tutti fossero vaccinati.

Assumendo R0 = 3, ricaviamo che il valore minimo di E necessario per poter raggiungere l'immunità di gregge corrisponde a circa 0,77 (ovvero il 77%). I valori di E che sono stati annunciati sono tutti al di sopra di questo limite minimo e questa è una buona notizia. Ipotizzando E = 0,95 (95%) si ottiene  F = 0,7 ovvero basterebbe vaccinare il 70% della popolazione per raggiungere l'immunità di gregge.

I numeri che vi ho presentato sono basati su modelli ed ipotesi estremamente semplificati e vanno quindi "presi con le pinze". Tuttavia possiamo dire che le cose sembrano andare nella giusta direzione e, pur con gli enormi limiti legati alla complessità delle campagne di vaccinazione di massa, i vaccini che arriveranno nei prossimi mesi potrebbero mettere la parola fine a questa terribile pandemia

Purché tutti capiscano l'importanza di vaccinarsi e non si ripetano gli errori della scorsa estate. Se, anche grazie alla propaganda di qualche sciagurato leader politico, troppe persone si illudessero che il possibile contagio non li riguarda ed è solo un problema degli altri, rischieremmo di trasformare anche i vaccini in un'arma spuntata.

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