mercoledì 30 dicembre 2020

Il rapporto ISTAT-ISS sulla mortalità legata alla Covid-19 in Italia, aggiornato a fine novembre

Qui potete trovare il rapporto ISTAT-ISS relativo alla mortalità registrata in Italia durante l'anno corrente. I dati sono aggiornati a fine novembre 2020. Solo nei primi mesi del 2021 si potrà avere la versione definitiva del documento che comprenderà anche i dati consolidati di dicembre. Le variazioni (in peggio) potranno essere purtroppo significative perché gran parte del Paese è ancora alle prese con la seconda ondata pandemica, ma alcuni risultati sono già conclusivi. 

Confrontando l'andamento del 2020 con la media del periodo 2015/2019, l'ISTAT ha rilevato che nel corso del periodo febbraio - novembre 2020 in Italia c'è stato un eccesso di mortalità pari a circa 84.000 casi. Per confronto, negli anni pre-Covid il numero medio dei decessi in Italia era dell'ordine di 650.000 casi all'anno. Tra febbraio e novembre 2020 sono stati segnalati all'ISS poco meno di 58.000 casi di decessi classificati come Covid-19. I decessi in più possono essere dovuti a casi Covid non segnalati all'ISS (ce ne sono stati moltissimi specialmente durante la prima ondata pandemica) o a morti "indirette", come ad esempio i decessi legati ad altre patologie che non sono state curate adeguatamente a causa della situazione emergenziale in cui si sono venute a trovare molte strutture ospedaliere italiane. Va anche detto che, specialmente durante la prima ondata pandemica, le severe misure di lockdown hanno portato ad un crollo dei decessi legati a talune cause di morte come, ad esempio, gli incidenti stradali.

Da notare che l'eccesso di mortalità registrato dall'ISTAT non tiene conto di coloro che "sarebbero morti comunque indipendentemente dalla Covid-19". Si tratta di un "cavallo di battaglia" dei negazionisti che spesso ci hanno raccontato che le statistiche dell'ISS erano gonfiate da casi impropriamente attribuiti alla pandemia. L'ISTAT ha semplicemente contato i decessi in più rispetto alla media dei decessi che erano avvenuti durante gli anni precedenti, quindi "chi sarebbe morto comunque" non ha contribuito all'eccesso di mortalità.

L'analisi dell'ISTAT è molto ben fatta e contiene informazioni dettagliate sulla distribuzione territoriale del'ecceso di lutti collegato alle due ondate pandemiche. Ci sono anche informazioni specifiche relative al genere ed all'età delle persone che ci hanno prematuramente lasciato.

Nello specifico, il dato dell'eccesso di mortalità in Trentino si conferma tra i più alti d'Italia, sia durante la prima che durante la seconda ondata pandemica. Qui di seguito vi mostro una tabella che riassume alcune delle informazioni disponibili nel rapporto ISTAT-ISS. In particolare, la tabella riporta l'incremento percentuale di mortalità registrato in alcune Regioni/PPAA durante i mesi più critici della prima e della seconda ondata pandemica (manca ancora dicembre 2020):


marzo aprile ottobre novembre
Piemonte +53,3 +77,2 +18,2 +98,2
Valle D’Aosta +52,8 +71,1 +26,6 +139,9
Lombardia +192,2 +118,2 +13,6 +66,4
PA Bolzano +65,5 +56,8 +7,1 +63,6
PA Trento +60,0 +87,7 +23,8 +78,5
Veneto +21,9 +30,8 +11,5 +42,8
Friuli V.G. +12,6 +21,1 +5,4 +46,8
Liguria +54,4 +63,0 +17,5 +54,8
Emilia-Romagna +69,4 +53,3 +9,3 +34,5
Media Nord +94,5 +75,0 +13,4 +61,4
Media nazionale +48,0 +40,1 +13,3 +48,2

Notiamo che solo in tre casi si è registrato un eccesso di mortalità superiore al 100% (che corrisponde al raddoppio della mortalità): Lombardia durante i mesi di marzo e aprile e Valle D'Aosta durante lo scorso mese di novembre. 

Il Trentino si è sempre collocato tra i livelli percentualmente più alti per eccesso di mortalità, sia durante la prima che durante la seconda ondata. Il valore del Trentino è sempre stato molto superiore rispetto alla media nazionale e, a parte il mese di marzo, ha sempre superato anche la media del Nord Italia. Nell'analisi ISTAT mancano ancora i dati di dicembre, ma considerati i numeri dei decessi fin qui segnalati come dovuti a Covid-19 è presumibile che anche per dicembre il Trentino abbia registrato un significativo incremento di mortalità. 

Ricordo, tra l'altro, che il Trentino tra ottobre e novembre ha segnalato ufficialmente all'ISS 239 decessi Covid contro i 276 segnalati dall'Alto Adige. Se osserviamo i dati ISTAT, l'eccesso di mortalità registrato in Trentino nel periodo ottobre - novembre è stato + 50%, contro il valore del +34,9% dell'Alto Adige (tabella 4c del rapporto ISTAT). In termini assoluti, nei due mesi considerati, il Trentino ha registrato complessivamente 1.251 decessi, contro i 997 casi registrati in Alto Adige. Come vedete, c'è una forte discrepanza che potrebbe essere spiegata assumendo che, anche in autunno, molti decessi Covid avvenuti in Trentino siano "sfuggiti" alle statistiche dell'Istituto Superiore di Sanità. 

Per completezza di informazione, nel corso dei due mesi considerati, il Trentino ha comunicato alla Protezione Civile Nazionale (che ha un sistema di raccolta dati diverso rispetto all'ISS) 248 decessi Covid, un dato leggermente superiore rispetto al dato ISS, ma sempre molto distante dall'eccesso di decessi rilevato dall'ISTAT.

Per vedere se il caso del Trentino rappresenti o meno una singolarità rispetto alle altre Regioni, ho provato ad estendere il confronto a tutte le altre regioni del Nord. I dati sono riassunti nella tabella che riporto qui di seguito. La colonna "incremento %" corrisponde all'eccesso percentuale di mortalità che l'ISTAT ha rilevato come media durante i mesi di ottobre e novembre. La terza e la quarta colonna riportano, rispettivamente, il valore assoluto dell'eccesso di decessi registrato dall'ISTAT ed i casi segnalati all'Istituto Superiore di Sanità come casi Covid-19. L'ultima colonna rappresenta la differenza percentuale tra i due dati.


Incremento % Casi totali Eccesso Covid ISS Differenza %
Piemonte +57,6% 13665 4994 1502 -69,9%
Valle D’Aosta +80,6% 431 192 171 -11,1%
Lombardia +39,7% 22667 6442 5641 -12,4%
PA Bolzano +34,9% 997 258 276 +7,0%
PA Trento +50,7% 1251 421 239 -43,2%
Veneto +27,1% 10371 2211 1827 -17,4%
Friuli V.G. +25,5% 2954 600 516 -14,0%
Liguria +36,0% 4832 1279 804 -37,1%
Emilia Romagna +21,7% 10127 1806 1595 -11,7%
Nord +37,1% 67295 18210 12571 -31,0%
Centro +26,2% 26548 5512 3331 -39,6%
Sud +24,3% 40924 8000 5260 -34,3%
Italia +30,8% 134767 31734 21162 -33,3%

Notiamo che, come media nazionale, circa un terzo dell'eccesso di decessi segnalati dall'ISTAT in coincidenza con il secondo picco pandemico non sono stati registrati all'ISS come casi Covid. Si tratta di valori medi, ma ci sono forti differenze tra regione e regione. A parte l'Alto Adige che ha avuto un eccesso di decessi ISTAT inferiore ai decessi Covid segnalati all'ISS, per tutte le altre Regioni/PPAA del Nord ci sono differenze variabili tra circa un -10% ed un massimo del Piemonte che sfiora il -70%. Valle D'Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli V. G. ed Emilia-Romagna presentano scostamenti compresi tra il 10 ed il 20%. Nel caso del Trentino i decessi segnalati all'ISS sono poco più della metà dell'eccesso di decessi registrato dall'ISTAT. A mio avviso, la questione merita un approfondimento.

Lo studio effettuato dall'ISTAT potrebbe essere superficialmente considerato solo come un esercizio di fredda contabilità. In realtà è uno strumento prezioso perché ci dice come sono andate veramente le cose, aldilà delle cortine fumogene che le Autorità politiche e sanitarie possono aver cercato di sollevare. 

All'inizio della pandemia in Trentino qualcuno sosteneva che "tanto muoiono solo le persone che sono comunque in fin di vita", aggiungendo "i conti si faranno a fine anno quando la situazione sarà più chiara".

La fine dell'anno è arrivata. I numeri sono chiari in tutta la loro drammaticità. Anche in Trentino bisognerebbe incominciare a fare i conti.


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