mercoledì 13 gennaio 2021

La Svizzera sceglie la linea dura

Dal 18 gennaio, per 5 settimane, negozi non essenziali chiusi, assembramenti limitati, obbligo di telelavoro e di indossare la mascherina. 
Il presidente di GastroSuisse: “I ristoranti non riapriranno prima di aprile o maggio”
 
Dopo lunghi tentennamenti, anche la Svizzera ha deciso di adottare la linea dura. Malgrado i problemi riscontrati a livello ospedaliero, la forte circolazione del virus e l'elevato numero di decessi, la Svizzera è stata fino ad ora piuttosto restia ad adottare misure severe per il contenimento del virus. Le scelte sono state lasciate all'autonoma decisione dei Cantoni portando talvolta ad approcci incoerenti e contraddittori.
 
Durante le ultime due settimane il livello dei contagi ammontava a 477 contagi x 100.000 abitanti ed i decessi sono stati 8,4 per ogni 100.000 abitanti, con un indice di trasferimento del contagio R pari ad 1. I numeri attuali sono molto simili a quelli italiani
 
La Svizzera aveva raggiunto il picco della seconda ondata già all'inizio del mese di novembre. La curva del contagio era scesa nelle settimane successive arrivando praticamente a dimezzarsi, ma da inizio dicembre in poi è scesa molto più lentamente. Qui sotto vi mostro i dati settimanali dei contagi  e dei decessi (x 100.000 abitanti) della seconda ondata pandemica in Svizzera (linea rossa) confrontati con quelli dell'Italia (linea verde):
 

Sorgente dati statistichecoronavirus.it. ll dato relativo ai decessi in Svizzera varia a seconda delle fonti considerate
 
Lo scopo dei nuovi provvedimenti adottati dal Governo Federale svizzero è quello di evitare una terza ondata in stile inglese. Ci sono state ovviamente molte proteste soprattutto da parte dei gestori di ristoranti, bar e di tutte le altre attività che saranno costrette ad una lunga chiusura. La decisione del Governo Federale rappresenta un forte cambiamento rispetto ai mesi passati. La Svizzera ha cercato a lungo di "convivere con il virus", ma - di fronte agli ospedali pieni - anche la Svizzera ha dovuto cambiare strategia.
 



 

4 commenti:

  1. Con questo virus non si può convivere, lo si deve solo eliminare.
    Solo così potrà tornare la vita normale, imparando, in più, che chi si occupa di prevenzione sanitaria è normale che, quando intravvede dei rischi, faccia subito indagini epidemiologiche per contrastarli sul nascere, sostenuto dalla politica. Il dott. Antonio Ferro è stato spostato ad altro incarico, da un mese, ma provvisoriamente mantiene anche la Prevenzione, a mezzo servizio. Che intenzioni hanno il Direttore Generale e la Giunta?

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  2. Coronavirus: la situazione in Svizzera
    15 gennaio 2021 - swissinfo.ch/ita

    Mercoledì scorso il Consiglio federale ha ratificato il prolungamento fino a fine febbraio delle misure restrittive già in vigore e ha inoltre disposto nuove restrizioni. Dal 18 gennaio chiuderanno per almeno 40 giorni - oltre a bar, ristoranti, impianti sportivi e centri culturali - anche i negozi che vendono beni non essenziali.

    Il tele-lavoro diventerà obbligatorio e gli assembramenti pubblici e privati saranno limitati a un massimo di 5 persone. Dunque tra le misure decise da Berna c’è l’obbligo del tele-lavoro che assume connotati particolari se a esercitarlo sono i frontalieri.

    Si tratta di una decisione non semplice, che non è stata presa a cuor leggero, ha affermato Guy Parmelin, presidente della Confederazione svizzera. "Ma è uno sforzo indispensabile per mantenere l'economia e tornare a prosperare in futuro".

    Cresce intanto la preoccupazione verso la circolazione delle mutazioni del virus. Il ministro della sanità Alain Berset ha ribadito che la situazione non è buona. Le varianti del virus, contagiose dal 50 al 70% in più rispetto al virus che conosciamo, potrebbero portare il Paese a una terza ondata.

    Secondo il Consiglio federale, il numero dei contagi dovuto alle varianti raddoppia ogni settimana e la Svizzera sarebbe ora nella situazione in cui si trovava il Regno Unito a dicembre. Questo significa che il virus potrebbe diffondersi più velocemente, portando a un'esplosione di casi. "La questione non è SE, ma QUANDO adottare le misure", ha detto Berset.

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  3. Coronavirus, record di contagi e di vittime per il PORTOGALLO
    che va verso la saturazione delle terapie intensive
    nel giorno di inizio del lockdown

    16 Gennaio 2021 – ilfattoquotidiano.it

    Allarme rosso per il sistema sanitario portoghese che si avvicina al collasso. Gli ospedali del Paese prima della pandemia avevano il numero più basso di letti di terapia intensiva ogni 100.000 abitanti in Europa.

    Sono preoccupanti i dati sulla occupazione odierna delle unità di Terapia Intensiva, nel giorno in cui il Portogallo ha registrato il record di contagi e il record di vittime in 24 ore: appena entrato in lockdown, sabato 16 gennaio ha registrato poco meno di 11mila nuovi contagi e 166 morti in 24 ore.

    Secondo i dati del Ministero della Salute portoghese, riportati dal Guardian, gli ospedali portoghesi possono ospitare un massimo di 672 pazienti Covid in Terapia Intensiva e al momento ci sono 638 persone in tali reparti (rianimazione), con la previsione di un notevole incremento dei ricoveri nei prossimi giorni.

    In totale in Portogallo i contagiati sono 540mila e le vittime sono salite a 8.709 persone. E’ un Paese con 10.28 milioni di abitanti, confrontabile con la Lombardia e i suoi 10.06 milioni (che al momento conta in totale 512mila contagiati e 26mila decessi).

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  4. La variante “inglese” frena l’Austria, il Cancelliere Kurz prolunga il lockdown

    ilfattoquotidiano.it - 17 Gennaio 2021

    La variante inglese frena l’Austria che non allenta le misure anti-Covid e prolunga il lockdown di 2 settimane. Il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato che la chiusura nazionale verrà estesa a causa della diffusione della versione inglese della Covid nel Paese.

    La riapertura delle attività nel Paese è ora prevista per l’8 febbraio con nuove severe misure restrittive, ma solo se il numero di nuovi casi segnalati giornalmente diminuirà in modo significativo.

    Inizialmente, l’allentamento del lockdown era previsto per il 25 gennaio. Secondo i primi test, però, la variante inglese è già relativamente diffusa in Austria, e gli esperti hanno raccomandato di non abbassare la guardia. Al contrario, la distanza da rispettare tra le persone è aumentata da 1 a 2 metri e le mascherine Ffp2 devono ora essere indossate obbligatoriamente sia nei negozi che sui mezzi pubblici.

    “Abbiamo ancora due o tre mesi difficili davanti a noi”, ha detto Kurz secondo il quale aprire adesso sarebbe “un’incoscienza”, se non addirittura “negligenza“. L’obiettivo sarebbe di riaprire dall’8 febbraio tutti i negozi, nonché parrucchieri e musei, nel rispetto di rigide condizioni. Dovrebbero invece aspettare fino a fine febbraio i settori di turismo e gastronomia: a metà mese verrà valutata l’opportunità di un’apertura a marzo.

    Per quanto riguarda le scuole, il ritorno alle lezioni in presenza slitta a dopo le vacanze di febbraio, quando riprenderanno in modo scaglionato: Vienna e la Bassa Austria dovrebbero riprendere le lezioni in presenza l’8 febbraio; Alta Austria e Stiria posticipano di una settimana le vacanze e tutte le altre regioni riprenderanno la scuola in presenza il 15 febbraio.

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