lunedì 25 gennaio 2021

Risposte ad alcune domande poste durante il webinar di domenica sera

Domenica 24 gennaio ho partecipato ad un webinar organizzato dal gruppo Trentino in Azione  presentando una relazione dal tema "Come raccogliere, leggere ed interpretare i dati della pandemia". Chi fosse interessato può trovare le slide della mia presentazione qui.

Come ho detto ieri sera all'inizio della mia presentazione, sono pronto ad accettare inviti analoghi che dovessero arrivare da altre forze politiche del Trentino, sia di maggioranza che di opposizione. Sono anche disposto a confrontarmi con esperti che volessero criticare o mettere comunque in discussione le analisi dei dati del Trentino che ho presentato in questo blog. Le uniche condizioni che pongo sono quelle di realizzare solo eventi live, che eventuali registrazioni degli eventi siano diffuse senza tagli e che a tutti i partecipanti sia dato tempo per rispondere a critiche ed obiezioni.

Approfitto del blog per rispondere ad alcune delle tante domande che sono pervenute dopo la mia presentazione di ieri sera ed anche ad altre domande che mi sono arrivate direttamente questa mattina. Purtroppo non c'è stato il tempo materiale per rispondere a tutti: qui di seguito trovate le mie risposte alle domande inevase.

Cosa possiamo dire sui numeri della pandemia in Trentino che sono stati comunicati recentemente dall'assessora Segnana in risposta alle interrogazioni presentate in Consiglio Provinciale?

Purtroppo devo confermare quello che hanno già detto molti altri: non possiamo dire assolutamente nulla perché quella dell'assessora Segnana è stata tecnicamente una "non risposta". I dati diffusi sono solo quelli già noti e nulla è stato detto sul buco dei contagi ufficiali registrato nel mese di novembre.

La Provincia ha segretato questi dati e solo con un accesso diretto agli atti si potrà prenderne visione. Sottolineo che dal punto di vista tecnico l'accesso agli atti potrebbe richiedere una procedura abbastanza complessa. In particolare, sarebbe necessario fare un controllo di consistenza tra i dati che saranno trovati negli archivi della Provincia ed i dati che la Provincia ha comunicato ai Comuni trentini ed alle Autorità di Polizia. Suggerirei anche di andare a vedere i dati del centro operativo che si è occupato del tracciamento dei contagi.

Dove posso trovare i tamponi rapidi antigenici cosiddetti "di terza generazione" e come posso riconoscerli?

Le informazioni su questo tipo di tamponi rapidi sono scarse e lo stesso Ministero della Salute è piuttosto prudente. In particolare, nella famosa circolare dello scorso 8 gennaio, il Ministero si esprime in favore di questo nuovo tipo di tamponi rapidi equiparandoli - di fatto - ai tamponi molecolari, sottolineando comunque che i dati disponibili sono ancora pochi. 

I tamponi di terza generazione si distinguono per l'utilizzo della tecnologia microfluidica. In genere, nel foglio illustrativo di questi prodotti c'è un richiamo diretto a tale tecnologia.

I tamponi rapidi antigenici che attualmente vengono utilizzati più diffusamente sono quelli di seconda generazione, molto meno sensibili rispetto ai modelli più recenti. Vorrei sottolineare che proprio in questi giorni il Trentino ha liberalizzato l'accesso ai tamponi rapidi antigenici che d'ora in avanti si potranno fare anche senza la prescrizione medica, pagando un corrispettivo di qualche decina di euro. 

L'uso "libero" dei tamponi antigenici rapidi dovrebbe essere accompagnato - a mio avviso - da una adeguata campagna di informazione. C'è il rischio che, dopo essere venute a contatto con un positivo, le persone corrano a farsi il tampone a pagamento senza attendere nemmeno i canonici 5 giorni che mediamente passano tra il momento del contagio e l'aumento della carica virale nel contagiato (questo vale per tutti anche per gli asintomatici). Fare il tampone rapido troppo presto potrebbe far emergere un falso negativo. Chi si trova in questa condizione costituisce potenzialmente un forte pericolo per gli altri perché è convinto di essere negativo, ma potrebbe non esserlo e, pochi giorni dopo il test, potrebbe essere diventato fortemente contagioso.

Perché la Magistratura trentina non è mai intervenuta per far luce sui numeri del Trentino?

Non sono un esperto di questioni giuridiche e non voglio addentrarmi in discussioni che non mi competono. In generale, credo che la Magistratura debba poter prendere le sue decisioni nei tempi e nei modi che ritiene più opportuni, senza sentirsi "tirare per la giacchetta".

Aldilà degli aspetti giuridici, credo che i Trentini abbiano il diritto di conoscere tutta la verità su quanto è accaduto. Si tratta di una forma di rispetto nei confronti dei cittadini e soprattutto di coloro che hanno sofferto più degli altri. E non mi riferisco solo ed esclusivamente alle migliaia di persone che sono finite negli ospedali o hanno perso la vita. Penso anche ai tanti trentini che hanno subito pesanti danni economici a causa del protrarsi di una situazione critica che non si sarebbe potuta completamente evitare, ma probabilmente avrebbe potuto essere mitigata adottando, all'inizio dello scorso mese di novembre, tutti i necessari provvedimenti.

4 commenti:

  1. Ho fatto due calcoli per stimare l’ammanco dei casi positivi in Provincia di Trento con riferimento al periodo di due mesi tra 15 ottobre e 15 dicembre 2020.
    Ho calcolato il rapporto tra deceduti e casi rilevati nel periodo sopracitato per tutte le regioni:

    DECEDUTI/CASI REGIONE
    2,17% Abruzzo
    2,07% Basilicata
    1,67% Calabria
    1,23% Campania
    2,04% Emilia-Romagna
    2,66% Friuli Venezia Giulia
    1,71% Lazio
    2,71% Liguria
    2,12% Lombardia
    1,67% Marche
    2,85% Molise
    1,61% P.A. Bolzano
    3,10% P.A. Trento
    2,07% Piemonte
    2,16% Puglia
    2,04% Sardegna
    2,42% Sicilia
    2,21% Toscana
    1,98% Umbria
    3,98% Valle d'Aosta
    1,69% Veneto

    Considerando che la Provincia Autonoma di Trento ha rilevato ufficialmente nel periodo 380 deceduti possiamo calcolare i casi che avrebbero potuto verificarsi in Trentino applicando la percentuale minima del rapporto che è quella della Campania ( 1,23%) e la percentuale massima che è quella della Valle d’Aosta ( 3,98%).
    Applicando queste due percentuali min-max possiamo estrapolare il numero di casi che avrebbero potuto verificarsi in Trentino. Il dato oscilla tra un minimo di 9540 casi ed un massimo di 30.883.
    Lasciando perdere per semplicità l’applicazione di pesi in funzione della popolazione delle singole regioni, Il valore centrale tra minimo e massimo si colloca a 20211.
    Nel periodo il Trentino ha rilevato 12.242 casi positivi.
    La differenza tra il valore centrale ed il dato rilevato ufficialmente è pari a 7.969 casi positivi non rilevati.
    Considerando che non sono stati registrati 30 deceduti in RSA nel periodo considerato possiamo aumentare questa stima di massima di circa il 10%.

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  2. Ho aggiornato a sabato scorso i valori dei 7 parametri che avevo dato il 17 u.s. ed ecco i risultati. Fra parentesi i dati precedenti.
    Mi baso sempre sui dati della Protezione Civile, azzerati al 1 agosto 2020.
    N.B. Mi sono accorto ora che, a PA Bolzano, avevo assegnato, per il primo parametro, il valore che competeva, invece, al Molise, che lo precede subito nella tabella; me ne scuso e RIPORTO ORA IL VALORE CORRETTO, molto superiore.

    1. INFETTI TOTALI ogni 100.000 ab.:
    __Italia 3664 (3520), PA Trento 3883 (3672), PA Bolzano 6289 (5230), Veneto 5832 (5670), Lombardia 4264 (4151)
    2. NUOVI INFETTI ultima settimana ogni 100.000 ab.:
    __Italia 144 (184, Trento 211 (302), Bolzano 560 (168), Veneto 162 (266), Lombardia 113 (150)
    3. NUOVI INFETTI SU ATTUALI INFETTI nell'ultima settimana:
    __Italia 2,4% (2,8%), Trento 7,6% (11,2%), Bolzano 3,4% (2,4%), Veneto 1,9% (2,3%), Lombardia 3,0% (3,8%)
    4. DECESSI totali su INFETTATISI totali (con i due intervalli temporalmente sfasati come si deve):
    __Italia 2,6% (2,6%), Trento 4,0% (4,1%), Bolzano 2,0% (2,0%), Veneto 2,7% (2,7%), Lombardia 2,5% (2,5%)
    5. MORTI su USCITI dal virus (= morti + guariti) nell'ultima settimana:
    __Italia 2,3 (2,7%), Trento 2,8 (4,7%), Bolzano 1,8 (2,1%), Veneto 1,8% (2,0%), Lombardia 2,7% (3,5%)
    6. ATTUALI RICOVERATI SU ATTUALI INFETTI, media ultima settimana:
    __Italia 4,7% (4,6%), Trento 13,7% (17,5%), Bolzano 1,9% (2,0%), Veneto 4,1% (3,5%), Lombardia 7,5% (7,3%)
    7. TERAPIE INTENSIVE su ATTUALI INFETTI, media dell'ultima settimana:
    __Italia 0,5% (0,5%), Trento 2,0% (2,1%), Bolzano 0,2% (0,2%), Veneto 0,5% (0,4%), Lombardia 0,8% (0,8%).
    I primi tre parametri dipendono dalla gestione politica dell'epidemia (chiusure, aperture e controlli), mentre gli altri quattro dalla gestione sanitaria degli infetti.

    __Si può annotare che:
    1. Bolzano è prima in Italia e il Veneto è secondo, per incidenza del totale infetti su 100.000 abitanti.
    2. Bolzano è fuori tendenza, per i nuovi infetti settimanali, con un forte aumento (e le Marche fanno peggio, ma con un’incidenza 3 volte minore).
    3. Trento rimane prima in Italia per rinnovamento dell’infezione, nuovi infetti rispetto agli attuali, il TRIPLO del dato nazionale.
    4. Ovviamente, questo quarto parametro cambia poco e Trento resta con una letalità del 54% PIU’ ALTA della media nazionale, superata di poco dalla sola Valle d’Aosta.
    5. La letalità settimanale nel Trentino si è molto ridotta, ma non vi sono compresi i 30 decessi “persi”, che andranno a pesare sulla settimana successiva.
    6. Qui Trento migliora un po’, ma la sua parte di infetti che risulta ospedalizzata è quasi TRIPLA rispetto alla media nazionale. Vuol dire che la medicina di base è scadente, oppure che gli infetti attuali in circolazione sono MOLTI di più di quelli comunicati dalla PAT; in ambedue i casi, c’è da intervenire per raddrizzare la situazione.
    7. Qui la situazione è stabile, con il Trentino che ha di gran lunga il primato dei ricoverati gravi rispetto agli attuali infetti: il QUADRUPLO della media nazionale. Anche qui, perché il Sistema Sanitario Provinciale non riesce ad evitare gravi conseguenze agli infetti? E’ mai possibile che in Basilicata gli infetti nella scorsa settimana fossero in terapia intensiva per una parte 30 volte minore e in Campania 13 volte minore? Per raddrizzare la situazione non basta pensare che sia colpa solo del mancato conteggio di attuali infetti.

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  3. __ Col mio modellino sistemo molto, ma è un artificio, così da migliorare drasticamente i pessimi parametri trentini 4 e 7, portandoli al valore di quelli nazionali e questo moltiplicando (coi dati fino a sabato scorso), da agosto e in ogni giorno, per 1,65 i nuovi infetti giornalieri e per 1,37 i guariti. Si abbassa anche molto sensibilmente il parametro 3.
    Non vuole essere un altro suggerimento di elusione: solo una simulazione.
    La contropartita è lo svelare che gli attuali infetti sono quasi 9.000, anziché i presunti 2.000 e che il totale infettatisi nella seconda ondata è stato finora di 33.000 anziché 21.000. Inoltre, le curve del totale infetti e totale usciti sono ancora divaricate, il che vuol dire che l’infezione sta ancora peggiorando.

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  4. Inizia a dipanarsi la coltre di opacità sui dati: https://www.ladige.it/news/cronaca/2021/01/26/dati-reali-contagio-trentino-solo-novembre-13300-positivit-mai-comunicate

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