venerdì 1 gennaio 2021

Monitoraggio delle vaccinazioni

Considerato che il 2021 dovrebbe essere l'anno della vaccinazione di massa contro la Covid-19 sarà interessante vedere come i diversi Paesi affronteranno la sfida. I problemi da risolvere sono molti e vanno dall'approvvigionamento di una quantità adeguata di dosi vaccinali fino all'organizzazione di un sistema efficace per la loro distribuzione e somministrazione. In molti Paesi ci saranno anche problemi legati all'atteggiamento di quella parte dell'opinione pubblica poco propensa a vaccinarsi (salvo poi lamentarsi per le restrizioni ed i danni economici prodotti dalla pandemia).

A questi problemi iniziali se ne aggiungono altri di medio-lungo periodo. Ancora non sappiamo se la protezione fornita dai vaccini copra solo le complicanze medio-gravi della Covid-19 o sia di tipo sterilizzante. A seconda della risposta che sarà data a questa domanda,  potranno essere apportati significativi cambiamenti nelle priorità di somministrazione del vaccino. Al momento, non  sappiamo neppure quale potrebbe essere la periodicità di eventuali futuri richiami, a parte quello che bisognerà fare uno-due mesi dopo la prima somministrazione del vaccino.

Qualcuno ha parlato di una campagna mondiale di vaccinazioni che non ha precedenti nella storia dell'Umanità. In realtà - come ricordato da Papa Francesco durante l'omelia della notte di Natale - c'è anche un enorme problema legato alla effettiva disponibilità di vaccini per i Paesi più poveri. Se l'accesso alla vaccinazione fosse garantito solo ai più ricchi, miliardi di persone rischierebbero di esserne escluse. Si tratta di un problema etico, ma non dobbiamo dimenticare i risvolti legati alla natura pandemica del processo. Se i Paesi più ricchi si illudessero di debellare la Covid-19 senza preoccuparsi di quello che accade nei Paesi più poveri rischierebbero di "fare i conti senza l'oste". Infatti finché la Covid-19 dovesse continuare a circolare da qualche parte nel mondo, il pericolo di reimportare il virus (o magari un suo nuovo ceppo) sarebbe sempre alto anche per i Paesi dove la circolazione del virus fosse stata azzerata.

L'Agenzia Europea ECDC ha recentemente avviato un programma per seguire l'andamento delle vaccinazioni in Europa e per monitorare gli effetti dei vaccini su ampia scala (incluse le eventuali reazioni avverse). Tra breve nel sito di ECDC dovrebbe apparire una sezione specificamente dedicata a questa attività. In attesa di conoscere le informazioni raccolte da ECDC, può essere comunque interessante seguire due siti che ci forniscono informazioni dettagliate sull'andamento delle operazioni di vaccinazione nel mondo ed in Italia.

Il primo sito ve lo avevo già segnalato e fa parte di Our World in Data:

La figura superiore mostra lo stato di avanzamento delle vaccinazioni anti-Covid (percentuale di popolazione vaccinata) in alcuni Paesi, tra cui l'Italia, aggiornato a fine 2020. Notiamo l'eccellente risultato raggiunto da Israele che in pochi giorni è già riuscito a somministrare la prima dose vaccinale ad oltre l'11% dei suoi cittadini (circa 1 milione di vaccinazioni). Gli Stati Uniti che si erano prefissati di vaccinare almeno 20 milioni di persone entro la fine del 2020, in realtà si sono fermati ad un livello decisamente inferiore (poco meno di 3 milioni). Il Paese che ha fatto più vaccini in assoluto è la Cina (4 milioni e mezzo di dosi, pari a poco meno della metà di tutti i vaccini anti-Covid fin qui somministrati a livello mondiale), ma la popolazione cinese è molto grande ed il dato cinese in termini di percentuale di popolazione vaccinata è ancora piuttosto basso.

In Italia, dopo la giornata "simbolica" del "Vaccine-Day" le vaccinazioni sono appena all'inizio. Il primo lotto di una certa consistenza è stato distribuito a fine 2020. I dati sulle vaccinazioni in Italia si possono trovare sul sito governativo dedicato allo specifico argomento. Ecco una immagine tratta dal sito, aggiornata ad oggi 1° gennaio:
 
Aggiornato 1° gennaio, ore 18
 
Sui media italiani sono già apparse le prime polemiche basate sul fatto che alcune Regioni/PPAA hanno già somministrato oltre il 10% delle dosi messe a loro disposizione. Il record appartiene all'Alto Adige  che oggi, alle ore 13 risultava aver somministrato oltre il 16% delle dosi disponibili. Altri si sono limitati alla cerimonia del Vaccine-Day e hanno programmato le vaccinazioni a partire dalla prossima settimana. Il Trentino, come ho specificato in una nota aggiunta in fondo a questo post, ieri sera aveva effettuato già 1450 vaccinazioni, ma non lo ha ancora comunicato a Roma e quindi risulta tra le Regioni/PPAA che si sono limitate a fare il Vaccine-Day.
 
Siamo solo all'inizio ed è troppo presto per capire se anche sul fronte delle vaccinazioni anti-Covid ci saranno comportamenti marcatamente differenziati a livello regionale. Si era detto che l'operazione di vaccinazione sarebbe stata gestita dallo Stato, proprio per non lasciarla alla libera interpretazione delle burocrazie sanitarie regionali. Lo scopo dichiarato era quello di non ripetere gli errori ed i ritardi che avevano caratterizzato la recente campagna di vaccinazioni antinfluenzali. Speriamo bene!

NOTA: Secondo notizie di stampa il Trentino alle ore 20.30 di ieri (31 dicembre) aveva già fatto 1450 vaccinazioni, ma il dato non appare ancora nel sito ministeriale

2 commenti:

  1. La Voce del Trentino oggi eleva un "peana" alla gestione delle vaccinazioni della Provincia Autonoma di Trento:

    Il Trentino è al primo posto in Italia per l’avanzamento della campagna vaccinale: somministrato già il 45% delle dosi.

    La campagna vaccinale in Trentino marcia a ritmo sostenuto e sta procedendo spedita e senza intoppi.

    Il risultato è merito dell’organizzazione e della grande risposta degli operatori sanitari e delle Rsa.

    Ieri presso il poliambulatorio Crosina Sartori di Trento sono state iniettate 270 dosi, riservate a medici, infermieri e personale sanitario. Si è trattato di una sessione straordinaria di vaccinazioni anti-Covid.

    Ad oggi non vengono segnalati nessuna reazione avversa o effetto collaterale.

    #45% dosi somministrate - #campagna vaccinale - #Featured - #primo posto in Italia - #Trentino

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    1. Mi sembra un fatto positivo, anche se i numeri sono ancora poco più che simbolici.

      Il vero problema sarà avere tutte le dosi necessarie e non sarà un obiettivo facile da raggiungere.

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