sabato 23 gennaio 2021

Vaccini di serie A e vaccini di serie B

Anche a seguito della carenza di vaccini basati sulla tecnica mRNA (Pfizer-BioNTech e Moderna), crescono le attese per il rilascio dell'autorizzazione all'uso del vaccino AstraZeneca-Oxford. Il via libera dell'EMA (l'Agenzia europea che governa i processi di validazione dei nuovi farmaci) è stato rallentato da alcune carenze presenti nella documentazione presentata dalla ditta produttrice.  

Sulla base delle informazioni disponibili, ci sono grandi differenze tra il prodotto AstraZeneca ed i vaccini ad mRNA già approvati in Europa. In particolare, l'efficacia dimostrata dal vaccino AstraZeneca (70% circa) è nettamente inferiore rispetto a quella dei vaccini Pfizer-BioNtech e Moderna (95% circa). Si tratta di una differenza notevole che ha una serie di forti implicazioni, sia a livello individuale, sia a livello collettivo. Senza contare il fatto che sono sorte delle perplessità, ancora oggetto di valutazione da parte dell'EMA, sulla reale efficacia del vaccino AstraZeneca per le persone molto anziane.

Una copertura pari al 70% significa che, anche dopo aver ricevuto le due dosi di vaccino, una persona ha ancora una probabilità del 30% di contrarre la Covid-19 in caso di esposizione al virus. Questa probabilità scende al 5% per i più efficaci vaccini ad mRNA. 

Al momento, non abbiamo ancora informazioni statisticamente attendibili sulla gravità della malattia di chi, pur essendo vaccinato, dovesse comunque contrarre la Covid-19. Ci sono ragionevoli aspettative che comunque i vaccini dovrebbero proteggere dalle forme più gravi della malattia, ma - almeno fino ad oggi - i dati statistici sono troppo pochi per poter trarre conclusioni affidabili.

In altre parole, la probabilità di contagio per le persone vaccinate con il prodotto AstraZeneca è 6 volte la probabilità di contagio di chi ha ricevuto un vaccino ad mRNA. Parliamo ovviamente di persone che abbiano ricevuto, da almeno un paio di settimane, la seconda dose vaccinale, a distanza debita rispetto alla prima dose. 

A livello generale, utilizzare un vaccino con una efficacia pari al 70% mette seriamente in dubbio che si possa raggiungere effettivamente l'immunità di gregge, anche assumendo che il valore dell'indice di contagio iniziale del SARS-CoV-2 sia quello stimato all'inizio di questa pandemia. 

Ipotizzando che l'indice di contagio iniziale R0 sia uguale a 3 e che l'efficacia del vaccino sia E = 0,7 (ovvero 70%), utilizzando semplici modelli epidemiologici, si ricava che l'immunità di gregge verrebbe raggiunta solo se si riuscisse a vaccinare il 95% dell'intera popolazione, cosa praticamente impossibile. 

Se - come purtroppo potrebbe avvenire - si dovessero diffondere ceppi virali caratterizzati da una maggiore contagiosità (ovvero con indice R0 più elevato), l'immunità di gregge diventerebbe un obiettivo impossibile da raggiungere.

Tra le varie lacune del dossier presentato ad EMA da AstraZeneca ci sarebbe - secondo notizie di stampa - un numero insufficiente di test fatti su persone anziane. Questo è il motivo per cui, tra le varie ipotesi al vaglio di EMA, ci sarebbe anche quella di autorizzare il vaccino AstraZeneca solo per persone di età inferiore ai 55 anni.

In conclusione, a breve potremmo disporre di due famiglie di vaccini: 

  1.  i vaccini ad mRNA molto più efficaci, sia a livello individuale che collettivo;
  2.  il vaccino AstraZeneca che difficilmente ci permetterebbe di raggiungere l'immunità di gregge e che, a livello individuale, fornirebbe una protezione limitata. Inoltre, non è stata ancora adeguatamente dimostrata la sua efficacia sulle persone di età superiore ai 55 anni.

La scelta del tipo di vaccino da somministrare alle diverse categorie di persone non può prescindere da approfondite valutazioni di merito e da una trasparente e chiara esposizione dei criteri adottati.

7 commenti:

  1. Non recentissimo ma interessante. A proposito delle difficoltà di AZ.
    https://www.japantimes.co.jp/news/2020/12/27/world/science-health-world/vaccine-oxford-astrazeneca-coronavirus/

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    1. Se il 27 dicembre viene scritto di 1367 testati con la coppia 1/2 dose + 1 dose di AstraZeneca e che nessuno aveva più di 55 anni e questo dopo che è dall'estate scorsa che è sorta l'opportunità di questo nuovo dosaggio da sperimentare, vedo davanti tempi più lunghi di quelli di cui si parla in questi giorni. Teniamoci strette le mascherine FFP2, il distanziamento fatto seriamente e l'attività fisica ben lontani dagli altri.

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  2. Botta e risposta sulle siringhe di precisione per i vaccini.
    Alcune Regioni: “Non sono abbastanza”. Il commissario Arcuri: “Falso”

    Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna lamentano il mancato invio delle siringhe di precisione che consentirebbero di dosare meglio il vaccino prelevato dalle fiale ed aumentare le somministrazioni. Il Commissario per l'emergenza replica che sono state inviate meno siringhe perché ci sono meno vaccini

    ilfattoquotidiano.it - 23 Gennaio 2021

    “Non mancano dosi di vaccino Pfizer, ma le siringhe di precisione che permettono di estrarne la quantità giusta non sono proporzionate alle fiale: se avessimo quelle, potremmo sempre avere 6 dosi per fiala e non 5, così come ha suggerito l’Aifa, e tentare di colmare il gap”. E’ quanto affermano Centri vaccinali di diverse Regioni, tra cui Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna, che segnalano per questa settimana il mancato arrivo del tipo di siringhe adatte. Per la Calabria lo stesso problema è stato riscontrato invece la settimana precedente.

    Le stesse strutture riferiscono che laddove si verifica la carenza si stanno utilizzando “le siringhe per la tubercolina, che non permettono di estrarre 6 dosi”. In altre regioni, come la Sicilia, dove “fin da gennaio spesso capita che ci siano arrivi errati o non idonei all’estrazione di 6 dosi”, si utilizzano “quelle ancora in dotazione o le scorte acquistate autonomamente”.

    Anche in Lombardia il mancato arrivo di siringhe per questa settimana è confermato in diversi centri: “si stanno comperando autonomamente o si prelevano dalle scorte dei propri ospedali. Nel nostro territorio è un problema generalizzato”. E da altri centri aggiungono: “Mentre per i vaccini c’è un calendario, per le siringhe di precisione non sappiamo quante aspettarcene e quando arriveranno”.

    La replica di Arcuri – “E’ falso” che siano state mandate ai Centri vaccinali meno siringhe di precisione, replicano però gli uffici del Commissario Domenico Arcuri, sottolineando che “in questa settimana si è provveduto a distribuire un numero inferiore di siringhe per la banale ragione che Pfizer ci ha inviato un numero inferiore di fiale di vaccino”. Cosa che proseguirà anche la prossima settimana poiché “arriveranno il 20% di fiale in meno rispetto a quanto comunicato”.

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  3. Coronavirus, trovata per la prima volta la variante "sudafricana" in Tirolo, 7 casi
    ildolomiti.it - 24 gennaio 2021

    INNSBRUCK. Per la prima volta in Tirolo è stata rilevata la variante "sudafricana" del Covid19. In una nota il Tirolo (758mila abitanti) ha spiegato che sono stati individuati 7 casi del Coronavirus con variante “sudafricana” e che tutti si sono ammalati tra l'8 e l'11 gennaio secondo le informazioni che si hanno al momento.

    Questa “variante” - è la preoccupazione - potrebbe ridurre l'efficacia dei vaccini e causare re-infezioni. I ricercatori, come spiegato nei giorni scorsi anche dalla rivista Nature sul suo sito, stanno cercando di trarre delle conclusioni dai molti studi di laboratorio usciti nelle ultime settimane.

    “A differenza dei 5 casi nel distretto di Schwaz non ci sono prove al momento che i singoli casi a Innsbruck e Innsbruck-Land si siano diffusi. 4 persone sono già state rilasciate dalla quarantena, 3 persone sono ancora in quarantena per precauzione” comunica il vice-governatore con delega alla Salute, Riccardi.

    Dopo che i primi casi sospetti di mutazione si sono verificati nel distretto di Kitzbuehel, il Tirolo ha inviato 1000 campioni alla Agenzia nazionale della salute “Ages” per il sequenziamento.

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  4. Prima entusiasmo salvifico, poi programmazione frenetica, ora le vie legali, e poi?
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    Vaccino, Pfizer frena l’entusiasmo: distribuzione di massa a metà 2021
    9 Novembre 2020 (già allora) - Mario D’Angelo - money.it

    Il vaccino sviluppato da Pfizer - BioNTech è efficace, ma non possiamo correre troppo con la fantasia: davanti a noi c’è ancora un cammino difficile, e le dosi non arriveranno presto. È quanto detto da un dirigente della stessa azienda farmaceutica in risposta all’eccessivo entusiasmo dei mercati alla possibilità che la pandemia di coronavirus finisca prima di quanto temuto.

    Ha fatto il giro del mondo la notizia sul vaccino Pfizer e BioNTech, i cui ultimi test hanno dato prova di essere efficace contro il coronavirus nel 90% dei casi. Un annuncio cui ha fatto seguito l’entusiasmo sia della politica - con la Commissione europea che ha appena comunicato che firmerà un contratto per 300 milioni di dosi - sia dei mercati, Piazza Affari compresa.

    Ma un eccesso di entusiasmo può far male. Parlando a CNBC, il dottor Scott Gottlieb, direttore di Pfizer ed ex dirigente della FDA statunitense, la situazione non si risolverà MAGICAMENTE all’arrivo del vaccino: “Penso che dobbiamo ricordarci di avere davanti a noi un cammino forse breve, ma molto difficile”.

    A dispetto dell’annuncio del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha detto che il vaccino arriverà per tutti INTORNO A MARZO, i produttori di vaccini si mostrano cauti su quando arriveranno le dosi. Da AstraZeneca, quello su cui il Governo italiano sta puntando, fanno sapere che ci sarà per le persone vulnerabili a partire dall’estate del 2021. “Un vaccino di massa sarà disponibile verso la fine del secondo trimestre, forse nel terzo trimestre. Prevediamo che sarà disponibile giusto in tempo per l’autunno del 2021”, ha detto Gottlieb.

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  5. Vaccino Covid, in Italia 1.343.880 dosi somministrate,
    a 71.694 persone (!) anche la seconda dose (0,12% della popolazione)
    fanpage.it

    Sono oltre un milione e trecentomila le dosi del vaccino Covid somministrate finora in Italia. Stando all'ultimo aggiornamento del Governo che risale a sabato 23 gennaio, sono per la precisione 1.343.880 le dosi somministrare nel nostro Paese.

    Sono invece 71.694 le persone che hanno ricevuto anche la seconda dose e che quindi possono dichiararsi UFFICIALMENTE VACCINATE contro il Coronavirus. Si tratta per la maggior parte dei casi di Operatori Sanitari e Socio-sanitari, ma in alcune regioni si sono vaccinati anche gli over 80 che sono ora 12.952.

    (NdC) Per ottenere la percentuale, calcoliamo 71.694 / (60,36 milioni) e otteniamo 0,1187%, cioè 1,2 italiani ogni 1000. Questo, a 4 settimane esatte dal 27 dicembre, giorno simbolico di inizio della campagna di vaccinazione in Italia. (NdC)

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    Locatelli: “Due milioni e mezzo di dosi a disposizione in Italia a fine gennaio”
    fanpage.it

    "Possiamo dire che alla fine di questo mese di gennaio 2021 l'Italia dovrebbe avere a disposizione attorno ai 2,5 milioni di dosi, che servono per garantire sia le prime immunizzazioni sia i richiami, secondo lo schema di identificazione delle priorità già stabilito" ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, nel corso della conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid-19.

    "Dopo il picco siamo a circa 20-25.000 dosi di vaccino al giorno somministrate e ciò a causa dei tagli delle forniture. È atteso per il 29 gennaio il parere di Ema sul vaccino AstraZeneca, che ha comunicato una riduzione della capacità produttiva e ciò richiederà una ri-modulazione della campagna vaccinale", ha spiegato però Locatelli.

    (NdC) Nella migliore delle ipotesi a questo ritmo avremo: 25mila dosi somministrate al giorno corrispondono a 750 mila somministrazioni al mese, quindi 9 milioni in 1 anno; poi bisogna dividere per 2, ottenendo 4,5 milioni di italiani vaccinati da qui a fine gennaio 2022…

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    1. Si dovrebbero vaccinare 40 milioni di italiani in 8 mesi, perciò al ritmo di 5 milioni al mese che, per due dosi, fanno 10 milioni di iniezioni al mese. Se stiamo andando 7 volte più lenti, ci si limiterà a vaccinare ristrette categorie di italiani e per gli altri varranno le difese reciproche costituite da mascherine, distanziamento e igiene.

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